PERCHÉ GLI OROMO PROTESTANO IN ETIOPIA

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“Il governo etiope sta uccidendo il mio popolo”

L’atleta etiope Feyisa Lilesa, quando ha tagliato il traguardo della maratona alle Olimpiadi del Brasile, ha incrociato le mani sulla testa in segno di protesta contro l’uccisione di centinaia di persone di etnia oromo in Etiopia.
Per mesi gli oromo usano lo stesso gesto di Lilesa per manifestare contro l’incarcerazione di centinaia di persone che protestano contro il piano del governo di espropriare le loro terre.
L’Oromia è la più grande regione dell’Etiopia e circonda la capitale Addis Abeba: gli oromo sono il più nutrito degli 80 gruppi etnici presenti nel paese e rappresentano circa un terzo dei 95 milioni di abitanti del paese.
Le proteste sono scoppiate lo scorso novembre, dopo il piano del governo di espropriare le terre degli oromo per espandere il confine amministrativo della capitale, Addis Abeba. La proposta è stata ritirata a gennaio,  ma le proteste sono continuate. Gli oromo chiedono il rispetto dei diritti umani nel paese, giustizia per le persone morte durante le proteste e la liberazione dei manifestanti che sono stati messi in carcere dal governo.
Secondo Human Rights Watch (Hrw), più di 500 persone sono state uccise nelle proteste.

da http://www.internazionale.it/

Salute e …peggio nun nisse.

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La crisi economica impedisce una vita in salute

È stato pubblicato recentemente il rapporto Review of social determinants and the health divide in the WHO European Region, redatto dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), che rivela che la crisi economica ha portato a un grave aumento delle disuguaglianze nello stato di salute sia tra i diversi paesi del continente europeo sia all’interno dei singoli paesi.

Dal rapporto emerge con evidenza che la salute è fortemente correlata alle condizioni di vita e di lavoro, condizioni che si riflettono in particolare sullo stato di salute dei più piccoli.
Nei paesi dell’Est i livelli di povertà infantile sono rimasti costanti; ma anche nei paesi occidentali ci sono alti tassi di povertà infantile, che variano dal 10 al 33 per cento.

Secondo Michael Marmot, dell’University College di Londra, l’istituzione che ha curato il coordinamento della ricerca, “la disoccupazione ed in particolare i livelli persistentemente elevati di disoccupazione giovanile sono un dato estremamente preoccupante per la salute pubblica: dato che il livello economico-sociale appare all’incirca inversamente proporzionale alle speranze di vita e ancor più agli anni di vita in buona salute, un’intera generazione di persone costrette alla precarietà economica fa prevedere, a media-lunga scadenza, un pesante peggioramento della situazione sanitaria”.
I governanti che si preoccupano per la salute della popolazione dovrebbero fare attenzione all’impatto delle loro politiche sulla vita delle persone, e soprattutto all’impatto sulle disuguaglianze. La disuguaglianza nella salute uccide. È socialmente ingiusta, inutile ed evitabile, e viola il diritto umano alla salute.

Salute e …peggio nun nisse.

È con viva e vibrante soddisfazione …che voglio salvarlo


Giorgio Napolitano ha consegnato ai presidenti di Camera e Senato un messaggio dove ha scritto che “l’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti. È un dovere urgente fare cessare il sovraffollamento carcerario”. Sono “necessari immediati rimedi straordinari. Il combinato disposto di amnistia e indulto potrebbe favorire una significativa riduzione della popolazione carceraria”.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato che “il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese”, e ha confermato la disponibilità del governo.

Il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord sono stati gli unici partiti a commentare negativamente il messaggio di Napolitano.
Il Movimento 5 Stelle accusa il presidente di aver avanzato una proposta per salvare Berlusconi: “Napolitano è sotto ricatto del Pdl, proponendo l’indulto o peggio l’amnistia diventa il padrino di un salvacondotto per Berlusconi”.
Contrario anche Roberto Maroni, che ha detto che “la Lega Nord è contraria a qualsiasi forma di indulto o amnistia. Il problema del sovraffollamento carcerario si risolve costruendo nuove carceri e non rimettendo in libertà decine di migliaia di delinquenti”.

Salute e …peggio nun nisse.

Invenzioni diffamatorie?

Ieri sera è stata trasmessa in esclusiva a Piazzapulita su La7 la registrazione di una telefonata tra Silvio Berlusconi ed un senatore del Pdl, mentre questi veniva intervistato dal giornalista di Piazzapulita Antonino Monteleone.
Il conduttore della trasmissione, Corrado Formigli, ha dichiarato: ”Abbiamo ricevuto forti pressioni per non mandare in onda questa telefonata, ma voi la potrete ascoltare perché abbiamo agito, e possiamo dimostrarlo, nel pieno rispetto delle regole giornalistiche”.
È stato lo stesso esponente del Pdl (di cui ancora non è stato diffuso il nome) a mettere in vivavoce la telefonata.

Berlusconi: “…Tu non riesci ad avere nessuna informazione su quello che è successo alla sezione civile della Cassazione per il lodo De Benedetti? Mi è stato detto che il capo dello Stato avrebbe telefonato per avere la sentenza prima che venisse pubblicata. Dopodiché ha () costretto a riaprire la camera di consiglio. Cosa che non succede mai! Perché la sentenza era già pronta il 27 di giugno. Riaprendo la camera di consiglio hanno tolto circa duecento milioni di quelli che De Benedetti doveva avere in meno. È una cosa gravissima”.

Berlusconi è certamente infuriato perché pensa che Giorgio Napolitano non abbia fatto nulla per salvarlo dalle sentenze e dalle loro conseguenze politiche. Ed ora lo accusa apertamente di aver ordito un complotto per aggravare la sua situazione giudiziaria.

Immediata la smentita del Quirinale: «Quel che sarebbe stato riferito al senatore Berlusconi circa le vicende della sentenza sul Lodo Mondadori è semplicemente un’altra delirante invenzione volgarmente diffamatoria nei confronti del Capo dello Stato».

Dopo la secca smentita del Colle, si aggiunge sintetico il presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce: «È pura fantascienza».

Tutto questo sembra non sia avvenuto per caso: la telefonata privata… doveva essere sentita! Guarda caso la telefonata è stata fatta ad una persona ‘microfonata’ per un’intervista, che ha scelto di mettere in vivavoce la conversazione. Chi poteva non sentire?

La macchina del fango si è attivata…

Salute e …peggio nun nisse.

Nel totale disinteresse dell’Italia

I deputati e i senatori del Pdl hanno firmato le schede prestampate, con su scritto: “mi dimetto dal ruolo di parlamentare” per protestare contro la decadenza di Silvio Berlusconi che il Senato dovrebbe votare il prossimo 4 ottobre, e contemporaneamente cercare di condizionare la drastica decisione.
Soddisfatto Renato Schifani che ha sottolineato: “Ha votato anche Domenico Scilipoti”.

È un disperato tentativo di sottrarsi a una sentenza definitiva

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha fatto sapere: “Non posso che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento. Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere. Non occorre poi neppure rilevare la gravità e assurdità dell’evocare un ‘colpo di Stato’ o una ‘operazione eversiva’ in atto contro il leader del Pdl. L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto.

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha detto che “per il Pdl la giustizia è sinonimo di problemi giudiziari di Berlusconi e non esiste la possibilità di barattare la durata del governo con cedimenti sulle regole“.

Ora mi aspetto un po’ di coerenza: cioè che venga votata la decadenza di Silvio Berlusconi, anche a costo di una crisi di governo.
Tanto peggio di così…

Salute e …peggio nun nisse.

Dagli amici buoni consigli

Il Presidente russo Vladimir Putin, nel cercare di difendere il suo vecchio amico Silvio Berlusconi, ha detto: “Se fosse gay nessuno avrebbe alzato un dito contro di lui”.

Vladimir Putin deve avere qualche problema con i gay dato che ha voluto una contestatissima legge anti-gay, vietando “la propaganda dell’omosessualità” che di fatto impedisce ai gay di dichiararsi tali, ed ha accusato “l’Occidente di aver perso i propri valori, come dimostrano i matrimoni gay”…

L’ex Presidente del Consiglio italiano, per risolvere infine tutti i suoi problemi con la giustizia, ora sa cosa fare!

Salute e …peggio nun nisse.

Linciaggio mediatico per neutralizzare la sentenza

«Non possono vietarmi di essere Silvio Berlusconi».

Silvio Berlusconi, intervistato dal settimanale Tempi che apparirà sul prossimo numero in edicola giovedì 5 settembre, scarica la responsabilità di un’eventuale crisi di governo sul Partito Democratico: secondo Berlusconi il Pd per evitare la caduta del governo dovrebbe salvare lui e garantirgli l’agibilità politica futura che gli viene negata dalla condanna definitiva per frode fiscale e dalla incandidabilità sancita dalla legge Severino per i condannati nelle sue condizioni.
Nell’intervista, Berlusconi ha riparlato della sentenza della Cassazione sul caso Mediaset come di “una sentenza infondata, ingiusta, addirittura incredibile”, aggiungendo che ci sono “molte strade” per salvarlo. “Siamo all’epilogo di quella guerra dei vent’anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l’ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere. Inoltre, sono stati aggrediti alcuni princìpi di fondo che tutti dovrebbero avere a cuore, a partire dai nostri avversari politici, se fossero davvero democratici: il rispetto dei milioni di elettori che hanno votato per me e che non possono subire una simile discriminazione, il diritto alla piena rappresentanza istituzionale del primo partito italiano, il fondamentale diritto di scelta dei cittadini rispetto al Parlamento e quindi rispetto al Governo”.
Poi ha ripetuto lo slogan dei comizi: “Possono farmi tutto, ma non possono togliermi tre cose: il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana; il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato e il diritto di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finché questi cittadini liberamente lo vorranno”.

In una nota firmata dal presidente Rodolfo Sabelli, dal vicepresidente Valerio Savio e dal segretario generale Maurizio Carbone, l’Associazione nazionale magistrati (Anm) “ancora una volta denuncia pubblicamente il susseguirsi di articoli di stampa e di servizi televisivi contenenti gravi offese a singoli magistrati e inaccettabili attacchi all’intero ordine giudiziario, giunti fino alla redazione di elenchi di magistrati, che evocano liste di proscrizione”. Per l’Anm, “tale strategia giornalistica, che ricorre anche alla diffusione di notizie grottesche e ripropone argomenti vecchi e già ripetutamente smentiti, rivela la sua natura di operazione strumentale, fondata sull’uso sistematico di argomenti falsi e gravemente diffamatori, volti a screditare la magistratura e l’operato di singoli magistrati, con una gravità e un’intensità tali da assumere le caratteristiche di un vero e proprio linciaggio mediatico. Ciò avviene in collegamento con la conclusione del processo ‘Mediaset’, con l’evidente finalità di sminuire gli effetti di una sentenza definitiva e nel pervicace tentativo di neutralizzare le conseguenze della stessa, con grave compromissione dei principi fondamentali sui quali si basa lo Stato di diritto”.

Salute e …peggio nun nisse.

Ah… me dispiace, ma io so’ io… e voi non siete un cazzo!

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni di prigione per Silvio Berlusconi, mentre la Corte di Appello di Milano dovrà calcolare di nuovo il termine per la sua interdizione dai pubblici uffici. Si tratta di una sentenza storica, che indica che Berlusconi è un criminale condannato in via definitiva ed in modo irrevocabile.

Berlusconi è stato riconosciuto colpevole di istigare un meccanismo di frode fiscale all’interno di Mediaset, gonfiando artificialmente i prezzi dei diritti televisivi acquistati dalla sua azienda per evitare le tasse, e che ha continuato quando era primo ministro.

Eppure in fondo non gli è andata poi tanto male: per via della sua età (Berlusconi ha circa 76 anni) potrà scontare la condanna prestando servizio sociale o agli arresti domiciliari nella sua lussuosissima villa.

Ma Berlusconi è incapace di comprendere l’autorità della legge: ha definito i processi a suo carico un “violento attacco” e un “vero e proprio accanimento giudiziario” che non ha uguali. Come ha già fatto anche in passato si è raffigurato come vittima del sistema giudiziario e dei “giudici comunisti”. Vuole portare avanti la sua “battaglia per la libertà” ridando vita al suo partito “Forza Italia”.

Alcuni piccoli velivoli con striscioni inneggianti a Silvio Berlusconi hanno volato sopra alcune spiagge italiane

Nella difesa di Berlusconi, Il Giornale, un quotidiano di sua proprietà, ha scritto in un’edizione online: “Condannano Berlusconi e dieci milioni di italiani”.
Gli elettori, che nelle ultime elezioni hanno votato per Berlusconi, avrebbero dato il consenso alla frode fiscale del loro leader, così da poter essere definiti criminali allo stesso tempo? Oppure, altra ipotesi, è possibile sostenere che 10 milioni di voti pongono qualcuno al di sopra della legge?

Comunque i guai giudiziari di Berlusconi non sono ancora finiti: sono in corso procedimenti per lo sfruttamento della prostituzione e l’abuso di potere nel “caso Ruby”, nel quale c’è già una prima condanna a sette anni con interdizione perpetua dai pubblici uffici; le intercettazioni illegali del “caso Unipol”, in cui ha subito già un’altra condanna di un anno; la corruzione nel “caso De Gregorio”, processo in corso a Napoli, per la compravendita di un senatore per votare a favore del centrodestra e far cadere il governo di Romano Prodi nel 2006 (per una visione dettagliata può essere consultata la pagina di Wikipedia su “Procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi”). Berlusconi negli ultimi 20 anni ha affrontato più di 30 processi, ha avuto varie condanne in primo grado, cadute in prescrizione grazie alle amnistie decretate da sé stesso durante i suoi passaggi al potere.

Fin da subito gli esponenti del centrodestra, e il cosiddetto “Esercito di Silvio”, premono perché Giorgio Napolitano trovi il modo di vanificare la condanna a Berlusconi, altrimenti le elezioni anticipate saranno il male minore… Il presidente Napolitano non ha escluso l’ipotesi di concedere la grazia all’ex premier, anche se ha precisato che dovrà valutare se esistano le condizioni per farlo.

Ma il governo Letta, anche fosse sul serio la panacea di tutti i nostri problemi, vale questa svendita di democrazia, di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e di rispetto delle leggi?

Salute e …peggio nun nisse

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