Proteste anche in Brasile

In Brasile si è svolta la più grande protesta degli ultimi venti anni.
La scintilla che l’ha innescata è stato l’aumento del prezzo dei trasporti pubblici e il denaro speso dal governo federale per organizzare la Confederation’s Cup e, l’anno prossimo, i Mondiali di calcio.
Oltre duecentomila persone, soprattutto giovani, hanno invaso le strade delle principali città, la metà delle quali a Rio de Janeiro, dove sono stati incendiati cassonetti e auto in sosta e sono state lanciate bombe carta contro la polizia che, intervenuta in assetto antisommossa, ha risposto sparando candelotti di gas lacrimogeno e pallottole di gomma.

Il Brasile, sesta potenza economica al mondo, dopo anni di crescita economica e sociale, inizia a fare i conti con un’economia stagnante e con l’inflazione in aumento, specie sulle derrate alimentari. Il malcontento interessa sempre più anche la sanità e l’istruzione traballanti e i servizi che lasciano a desiderare.


Ad alimentare la tensione poi le dichiarazioni del presidente della Fifa, Joseph Blatter, che contro la protesta della popolazione brasiliana ha detto: “Il calcio è più importante dell’insoddisfazione della gente”.

 

Salute e …peggio nun nisse.

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Promesse elettorali… Per fortuna è finita!

Nella campagna elettorale i politici dicono urlando cose in cui non credono nella assurda speranza che ci crediamo noi.

È una gara a chi la dice più grossa, ma Berlusconi secondo me la vince. Comunque è un esempio per tutti.


Silvio Berlusconi riferisce di impegnarsi per un’Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno, più prospera e serena, più moderna ed efficiente, che sia protagonista in Europa e nel mondo.
Ha promesso di abbassare le tasse.
Oltre alla restituzione dell’Imu 2012 sulla prima casa, la vuole abolire del tutto assieme all’Irap entro cinque anni, cancellando pure l’aumento dell’Iva.
Ha dichiarato: «Se gli elettori danno la maggioranza solo a me io faccio subito il condono tombale e edilizio».
«Se vinco riparte il progetto del Ponte sullo Stretto».
Ai giovani ha promesso quattro milioni di posti di lavoro. (Poi si è corretto: è una speranza!).
Il 20 marzo del 2010 in campagna elettorale aveva promesso addirittura che avrebbe “sconfitto il cancro”.

Oltre che cialtrone è pure un ciarlatano?

Le domande più ovvie sono: perché non ha fatto prima, quando era al potere, quello che ci promette che farà nel prossimo futuro? Se ci restituisce i soldi dell’Imu, che cosa ci toglie? Come si può credere ad uno che fa le stesse promesse da vent’anni?

Per fortuna questa campagna elettorale è al termine. Avremo i politici che ci meritiamo, come italiani. Ci faremo ridere dall’Europa e dal mondo? Oppure dimostreremo la voglia di cambiare questa classe politica, di eliminare la casta che opprime gli animi ogni volta che se ne parla?

Se in qualche modo siamo contenti del nostro presente e speranzosi del futuro, votiamo gli stessi personaggi: o l’uno o l’altro poco cambia!
Altrimenti questo è il momento di farci intendere: cambiare i politici per cambiare l’Italia. È cambiare il nostro futuro.

Speriamo in meglio…

Salute e …peggio nun nisse.

Un esempio per i giovani

Malala Yusafzai è una ragazza quindicenne pakistana che il 9 ottobre scorso è stata gravemente ferita alla testa dai Talebani per aver difeso il diritto delle bambine di andare a scuola.
Trasportata al Queen Elizabeth Hospital di Birmingham ha subito una complicata operazione per la ricostruzione del cranio, con l’applicazione di una placca in titanio e l’innesto di un impianto per ricostruire l’udito e la vista.
Le prime parole di Malala dopo l’intervento sono state: “Mi sento bene sono contenta per il successo dell’intervento. … Dio mi ha dato una seconda vita, voglio essere utile alle persone. Mi batto perché ogni bambino, ogni bambina riceva un’istruzione. Per questo abbiamo organizzato una raccolta fondi a mio nome”.

A Malala, divenuta un simbolo internazionale della lotta per i diritti delle donne, hanno reso omaggio molte istituzioni, tra cui l’Unesco. Il pubblico di euronews, l’ha scelta, in un sondaggio online, come personaggio dell’anno 2012.

Salute e …peggio nun nisse.

Internal medicine rocks

Il 20% della popolazione italiana (dodici milioni di persone) presenta almeno due malattie croniche. La presenza di più patologie croniche è un fenomeno sempre più presente e diviene tanto più frequente all’avanzare dell’età: la stragrande maggioranza dei pazienti con pluripatologie ha più di 55 anni e 7 anziani su 10, tra quelli con più di 75 anni, sono affetti da almeno due malattie. Ma la pluripatologia non risparmia nemmeno i più giovani: nella fascia di età tra i 45 e i 54 anni 1,4 milioni di italiani (il 16,6%) soffrono di almeno due malattie croniche. Questi sono pazienti complessi, per i quali occorre individuare i percorsi più idonei e le priorità di cura: per questo si ritiene fondamentale il medico internista, che dovrebbe essere in grado di giungere a una diagnosi, anche la più complessa, grazie a competenze che spaziano in quasi tutte le discipline mediche e soprattutto tenere le fila delle diverse specialità coinvolte nell’assistenza al paziente, guardando all’assistito nella sua totalità.
Uno studio pubblicato sugli Annals e condotto nel Texas nel periodo 2001-2006 ha evidenziato che i pazienti curati dall’hospitalist, una realtà assistenziale paragonabile al ruolo svolto in Italia dai reparti di medicina interna, presentavano una durata della degenza di 0,64 giorni più breve e costi di degenza ospedaliera ridotti per un valore di 282 $ per paziente trattato.

Salute e …peggio nun nisse.

Avete rotto i coglioni

L’onorevole Franco Barbato (Idv) dopo un lungo intervento in Aula contro gli stipendi d’oro dei manager, conclude dicendo: «… la spending review è per gli italiani, non per i palazzi pubblici. Anzi voglio dirvi una cosa a nome di tutti i giovani italiani, a questa maggioranza: che avete rotto i coglioni ai giovani italiani!»
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha immediatamente reagito dicendo : «Lei non può usare in quest’Aula un linguaggio da trivio», e lo ha espulso.

Già il linguaggio da trivio non è proprio ammissibile nel parlamento, dove siedono in eleganti abiti su misura, mafiosi, collusi, pregiudicati, ladri, faccendieri, mignotte, piduisti, etc. etc.

Salute e …peggio nun nisse.

“Canne” al vento


La British Lung Foundation ha effettuato un’indagine sul consumo di marijuana, e ha scoperto che è diffusissimo, soprattutto tra i giovani con un ragazzo su tre sotto i 24 anni che ne fa uso.
Sono sottostimati i danni che possono conseguire a fumare la cannabis. Infatti anche se è considerata una droga leggera minaccia la salute sul fronte della respirazione, della circolazione e della psiche, oltre ad aumentare sensibilmente i rischi di tumore polmonare.
Lo spinello espone al rischio di tumore polmonare circa venti volte di più rispetto alla sigaretta di tabacco, probabilmente per la modalità di consumo, che presuppone boccate più profonde e durature: la tirata del fumatore di “erba” è infatti mediamente due volte più lunga di quella del fumatore di sigaretta, inalando una quantità circa quattro volte superiore di catrame e cinque volte superiore di monossido di carbonio.

Fortunatamente in genere l’uso di marijuana viene abbandonato quasi completamente intorno ai trenta anni e di conseguenza non si registra l’esposizione a lungo termine, che costituisce un fattore cruciale nei tumori polmonari.

Salute e …peggio nun nisse.

Colpiti tutti i giovani, colpiti tutti gli italiani


Questa mattina a Brindisi vicino all’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone” è stato fatto esplodere un ordigno che ha provocato la morte di una studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, e il ferimento di altri ragazzi: Veronica Capodieci, in gravissime condizioni, tre giovani con ustioni su tutto il corpo, due delle quali in gravi condizioni (una probabilmente perderà gli arti inferiori), e altre cinque persone colpite in maniera meno grave. Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola.
Grande sgomento non solo a Brindisi ma in tutta Italia, dove in diverse città sono stati organizzati cortei e fiaccolate per ricordare la vittima dell’esplosione.
Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha annunciato che proclamerà due giorni di lutto cittadino, domenica 20 e lunedì 21.
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha detto che colpendo “la scuola di Brindisi sono state colpite tutte le scuole d’Italia”.

Festa del Lavoro in tempo di crisi

Quello di oggi non è un bel Primo Maggio.

La disoccupazione in Italia, certifica l’Ilo, l’agenzia specializzata sul lavoro dell’Onu, ha raggiunto nel quarto trimestre 2011 il 9,7%, il livello più alto dal 2001. Ma il tasso reale potrebbe essere più alto, perché ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250mila lavoratori in cassa integrazione.

Le categorie più colpite sono quella dei giovani e quella dei disoccupati di lunga durata.

La disoccupazione giovanile, è salita al 32,6% durante il 4° trimestre del 2011, più che raddoppiata dall’inizio del 2008. I disoccupati di lunga durata rappresentano il 51,1% del totale dei disoccupati durante il 4° trimestre del 2011. Inoltre, prosegue l’Ilo, molti lavoratori escono completamente fuori dal mercato del lavoro: nello scorso anno, il tasso dei lavoratori che non cercano più lavoro ha raggiunto il 5% del totale della forza lavoro. Il numero dei giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione ha raggiunto il livello di 1,5 milioni.

Intanto si allunga la lista dei suicidi per la perdita del lavoro o per i fallimenti, dovuti alle difficili condizioni economiche.

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, durante le celebrazioni al Quirinale per la festa dei lavoratori ha dichiarato: “Non è un bel primo maggio sia per l’assenza di lavoro che è un grandissimo problema, ma anche per gli incidenti sul lavoro, gli ultimi due accaduti ieri”, inoltre il governo deve “riflettere sulle ragioni di questa crisi, ma soprattutto agire”.

Almeno su questo siamo d’accordo…

Salute e …peggio nun nisse.

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