Esempio di “doppi standard nel campo dei diritti umani”

Baghdad 2007: le immagini, riprese da un elicottero Apache dell’esercito Usa, mostrano l’uccisone di 12 civili disarmati (fra questi, anche due reporter della Reuters) da parte dei militari americani. Le immagini fanno parte del materiale top secret che il soldato Bradley Manning ha passato a Julian Assange

La Corte Marziale di Fort Meade ha punito il soldato Bradley Manning con trentacinque anni di carcere e un congedo con disonore, perché divulgò più di 700mila documenti diplomatici e militari, dei quali un video del Pentagono, pubblicato nell’aprile 2010 da WikiLeaks con il titolo Collateral Murder, che testimoniava come nel luglio 2007 un elicottero americano Apache sparò su civili inermi a Baghdad, tra cui un padre che portava i bambini a scuola e due cameraman della Reuters.

«Se avessi avuto intenzioni maligne, avrei potuto vendere i documenti alla Russia e alla Cina e farci soldi», aveva raccontato Bradley Manning. E invece tutto quello che ha fatto è stato di passarli a un’organizzazione giornalistica, perché li pubblicasse. Così passerà gran parte della sua vita in prigione per aver fatto conoscere al mondo informazioni a cui, altrimenti, non avremmo potuto avere accesso, perché blindate dal segreto.

Questa è una condanna esageratamente dura, che rappresenta un segnale a tutti i militari che sanno troppo…
Amnesty International ha fatto appello al presidente Barack Obama perchè commuti la pena a Manning e apra invece un’inchiesta sugli abusi da lui denunciati.

Salute e …peggio nun nisse.

Scalfaro, luci e ombre

È morto all’età di 93 anni Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica e senatore a vita. Scalfaro fu eletto al Quirinale nel 1992 e fu sostituito da Ciampi nel ’99.
Attraversò tutta la stagione di “Mani pulite”, il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e il debutto politico di Berlusconi e di Forza Italia.
Il tratto saliente della sua vita politica riguarda il suo rapporto dialettico con Silvio Berlusconi. Quando Berlusconi dovette dimettersi perché sfiduciato dalla Lega Nord, il partito di Forza Italia chiese lo scioglimento delle Camere. Scalfaro invece, verificato che esisteva una soluzione alternativa, diede incarico a Dini di formare un nuovo governo, alimentando un’antipatia non solo politica ma anche personale di Berlusconi nei suoi confronti.

Sulle prime pagine dei giornali oggi campeggiano titoli, editoriali e commenti in suo ricordo.

Per il Papa, Scalfaro è stato un “illustre uomo cattolico di Stato”, che “si adoperò per la promozione del bene comune e dei perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia”.
Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “Scalfaro è stato un protagonista della vita politica democratica. Esempio di coerenza ideale e di integrità morale, ha avuto per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni”.

Ma non mancano però critiche, che arrivano ovviamente dai giornali vicini al centrodestra.

Giancarlo Perna sul Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ha scritto che “Scalfaro pur di osteggiare Berlusconi, ha cambiato bandiera: cioè divenne velenoso e sleale; irriconoscibile. Tanto che, di destra e anticomunista al cubo com’era («i comunisti restano comunisti, anche quando sono in pigiama», diceva) si trasformò nel primo alleato del Pd-Pds contro l’intruso di Arcore”.
Francesco Storace
, segretario nazionale de La Destra, ha scritto: «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del ’94 e la sua faziosità. Non c’è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui».
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, afferma che Scalfaro «in tutte le cariche istituzionali e politiche ricoperte fu un nostro coerente e agguerrito avversario».
Ancora nessuna reazione da parte di Silvio Berlusconi.

Anche dopo la fine del suo settennato Scalfaro non aveva una grande opinione di Berlusconi, tanto chiaro che in più occasioni disse: “Quando minaccia che cambierà la Costituzione perché sa di comunismo, la sua è, in termine tecnico, ignoranza pesante e colpevole” (maggio 2011). Berlusconi al Quirinale? “Non glielo auguro e non lo auguro al popolo italiano: bisogna dare speranza a chi ci ascolta” (intervista tv, settembre 2010).

Salute e …peggio nun nisse.

Non voglio sprecare il mio tempo e denaro

A cosa servono i giornali? A influenzare l’opinione pubblica per conto dei loro proprietari e a inviare messaggi mafiosi alla bisogna. I giornali non vanno confusi con l’informazione.

É risaputo che gli italiani non comprano i giornali: in Italia sono solo sei milioni le persone che ogni giorno comprano il giornale, lo stesso numero che c’era nel dopoguerra.
Come riescono allora a sopravvivere i giornali?
Naturalmente con il finanziamento pubblico all’editoria; e non solo sopravvivono, ma ci vivono bene.

Da quando 25 anni fa una legge stabilì che i giornali di partito dovevano avere un contributo di sopravvivenza, si è trovato il modo, attraverso continue modifiche di legge nel corso degli anni, di dare direttamente o indirettamente soldi a tutti.
Con la legge del 1981 si dà un aiuto ai giornali di partito perché non in grado di sostenersi da soli. Nell’87 la legge cambia e basta che due deputati dicano il tal giornale è organo di un movimento politico, che può attingere al grande portafoglio; poi nel 2001 la legge cambia di nuovo: bisogna diventare cooperativa.
E così siamo arrivati a spendere 667 milioni di euro all’anno.

I contributi ai giornali sono stanziati dal dipartimento editoria, che dipende dalla Presidenza del Consiglio.

Alcuni giornali che prendono soldi dallo Stato vendono poche copie, addirittura c’è chi riesce a vendere due o tre copie al giorno (es. Napoli Più)!


Il contributo statale si basa sui costi e sulla tiratura. Più copie stampi più aumenta il contributo ma devi venderne almeno il 25% della tiratura, per esempio L’opinione tira 30.000 copie, se vuole i soldi pubblici ne deve vendere 7500. Ma non ce la fa. Allora per fare numero vende sottocosto a 10 centesimi. Sulle linee di stampa Unità e Libero si muovono in modo parallelo. Sono i due quotidiani che stampano e vendono di più, e di conseguenza prendono un contributo altissimo.

  • Il Foglio prende tre milioni e mezzo di euro all’anno
  • Libero cinque milioni e 371 mila euro
  • Il Riformista due milioni e 179 mila euro
  • L’opinione due milioni di euro
  • Linea (giornale del Movimento Fiamma Tricolore) prende due milioni e 500 mila euro all’anno
  • Il Roma (rifondato dall’onorevole Tatarella e dall’onorevole Bocchino) prende 2.582 mila euro all’anno
  • L’Indipendente (anche questo fondato dall’onorevole Bocchino) prende circa due milioni, due milioni e mezzo di euro l’anno
  • Il Denaro (giornale dell’Europa mediterranea) prende 2 milioni e 380 mila euro
  • Napoli Più prende un milione e 185 mila euro
  • Il Giornale d’Italia (organo del Movimento Pensionati Uomini Vivi) prende 2 milioni 582 mila euro all’anno
  • La Gazzetta politica (giornale socialista) ha un contributo di 516 mila euro all’anno
  • L’Unità circa 6milioni e 400 mila euro all’anno
  • Europa (l’organo della Margherita) prende tre milioni 138 mila euro
  • Il Secolo d’Italia tre milioni di euro all’anno
  • Liberazione (di Rifondazione Comunista) prende 3 milioni e 700 mila euro
  • La Padania prende 4 milioni di euro
  • Notizie Verdi intorno ai 2 milioni e 400 mila e i 2milioni e 500 mila euro
  • Il Campanile (dell’UDEUR) riceve un milione e 153 mila euro
  • La Discussione (giornale della Democrazia Cristiana) due milioni e mezzo di euro
  • I dodici giornali di Ciarrapico (tutti in vendita obbligatoria con Il Giornale ad un euro: Nuovo Viterbo Oggi, Ciociaria oggi, Nuovo Molise Oggi, Nuovo Rieti, Fiumicino, Guidonia, Ostia, Castelli Oggi) ricevano più di cinque milioni di euro all’anno
  • Italia Oggi (quotidiano di Class Editor) ha un contributo di 5 milioni di euro
  • L’Avvenire (Fondazione Santi Francesco e Caterina che fa riferimento poi alla Conferenza Episcopale Italiana) nel 2004 ha avuto contributi dallo stato per sei milioni di euro
  • Conquiste del Lavoro (giornale della CISL), tre milioni e 300 mila euro
  • Cavalli e Corse Sportsman prende un contributo statale come cooperativa di 2 milioni e 500 mila euro
  • La Nazione e il Resto del Carlino prendono più di due milioni e 800 mila euro di finanziamenti indiretti
  • Sommando le voci tra periodici e quotidiani nel 2004 La Repubblica-Espresso riceve 12 milioni di euro, RCS e Corriere della Sera 25 milioni di euro. Il sole 24 Ore della Confindustria, 18 milioni di euro. La Mondatori 30 milioni di euro.
  • Il Partito Radicale da sempre ha scelto di farsi finanziare la radio: prende 4 milioni di euro l’anno
  • Radio Padania e Radio Maria si spartiscono un milione di euro a carattere permanente cioè tutti gli anni
  • L’ultima fetta della torta dei contributi all’editoria stanziati dalla Presidenza del Consiglio, riguarda indistintamente radio e televisioni locali

Perché gli italiani non comprano i giornali? In Italia i giornali non sono l’informazione: non voglio sprecare il mio tempo e denaro per leggere cose non attendibili, comunque da confermare con altre fonti, probabilmente informazioni parziali o tendenziose.

Un giorno ho ascoltato in televisione un tizio che affermava che una certa notizia che riguardava un tale era vera perché non era stata data alcuna smentita!!!
Per sapere se quello che leggi è vero devi aspettare i giorni seguenti e vedere se ci saranno smentite.

Questa è l’Italia.

Salute e …peggio nun nisse.

Giornata di silenzio

Niente quotidiani in edicola, niente telegiornali, niente giornali radio, niente aggiornamento dei siti di informazione su internet. La stampa italiana si è fermata oggi per una giornata di sciopero nazionale contro il progetto di legge del governo Berlusconi che mira a limitare le intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione.


Sciopero dei giornalisti contro la “legge bavaglio”

La protesta è stata promossa dalla FNSI e sostenuta dall’Usigrai contro le limitazioni del diritto di cronaca contenute nel disegno di legge sulle intercettazioni, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera. Un conto è il diritto alla riservatezza, un altro l’occultamento di notizie, impedendo anche per anni di conoscere i casi giudiziari. Così si sta mettendo un pesante bavaglio, si sta minando la democrazia. L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi.

Dello sciopero dei giornalisti si parla anche in numerose testate estere:
– In Spagna la legge bavaglio si chiama Loy Mordaza
– in Francia Loi Baillon
– in Germania Knebel Gesetz.

Salute e …peggio nun nisse.

Difendiamo la democrazia

La Legge bavaglio non è una legge che difende la privacy del cittadino, al contrario, è una legge che difende la privacy del potere. Non intesa come privacy degli uomini di potere, ma dei loro affari, anzi malaffari. … Questo sembra essere il vero obiettivo: impedire alla stampa, nell’immediato, di usare quei dati che poi, a distanza di tempo, non avrebbe più senso pubblicare. L’obiettivo è impedire il racconto di ciò che accade, mascherando questo con l’interesse di tutelare la privacy dei cittadini. … Migliaia di persone sono indignate e impegnate a mostrare il loro dissenso, la volontà e la speranza di poter impedire che questa legge mutili per sempre il rapporto che c’è tra i giornali e i suoi lettori: la voglia di capire, conoscere, farsi un’opinione. … Ogni persona che in questo momento prende parte a questa battaglia civile, sta permettendo di salvare il racconto del paese, di dare possibilità al giornalismo – e non agli sciacalli del ricatto – di resistere. In una parola sta difendendo la democrazia.

di ROBERTO SAVIANO

Volete sapere qual è il vero Bavaglio?

La Pupa e il Secchione. Il TG1. Lo Speciale Mondiali. Emilio Fede. Il Motomondiale. Studiosport. Minzolini. Il Gossip. L’Eredità. Lo Speciale CalcioMercato. I Simpson. Centovetrine. Il Meglio di Forum. Camera Cafè. UnoMattinaEstate. Barbara D’Urso.

Questo è il vero Bavaglio.

Perché la vera informazione, quella vera, è stata imbavagliata da tempo qui in Italia.

Da Agoravox

Salute e …peggio nun nisse.

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