I pasti in ospedale

Il Servizio sanitario nazionale spende oltre un miliardo di euro all’anno solo per i pasti ai pazienti ricoverati negli ospedali.
In Italia il prezzo di una giornata alimentare, che comprende colazione, pranzo, merenda e cena, può variare, a seconda dei bandi di gara fatti dalle singole Asl, dai 12 ai 18 euro. Con un prezzo medio quindi di 15 euro, che moltiplicato per il numero delle giornate di degenza stimate dal rapporto del ministero della Salute sulle attività di ricovero 2010 (70,7 milioni, a fronte di oltre 11 milioni di ricoveri) porta alla cifra vicina al miliardo di euro.

Secondo Ilario Perotto, presidente dell’Associazione nazionale delle aziende per la ristorazione collettiva aderenti alla Fipe (Angem), la spesa per la ristorazione ospedaliera potrebbe finire direttamente a carico dei ricoverati: “Prima o poi, speriamo il più tardi possibile, i pazienti saranno costretti a pagarsi i pasti in ospedale. Esattamente come già succede per le mense scolastiche. Un modo come un altro per permettere al Ssn di fare cassa”.

Altra notizia dal sapore quasi di beffa è che circa il 40% dei pasti ai pazienti ricoverati finisce nella pattumiera. Colpa di cibi poco graditi ai ricoverati, delle condizioni dei malati e dell’organizzazione di visite ed esami, programmati in molti casi senza tener conto della distribuzione dei pasti. Lo spreco maggiore è però legato allo scarso gradimento e alla poca varietà dei cibi offerti. Con proposte più adeguate si potrebbe ridurlo almeno del 50%.

Salute e …peggio nun nisse.

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Il mondo è dei furbi

Il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo a proposito del Gp d’Europa disputato ieri a Valencia ha detto: “Il risultato della gara di ieri è stato falsato. La Ferrari, che si è dimostrata competitiva, ha pagato a prezzo troppo alto il rispetto del regolamento, mentre coloro che non l’hanno fatto sono stati penalizzati dai commissari in modo inferiore al danno subito da chi li ha rispettati. É un fatto gravissimo e inaccettabile che crea pericolosi precedenti, gettando ombre sulla credibilità della F1”.

I fatti contestati:
Dopo l’incidente di Mark Webber al 9° giro, l’ingresso della Safety car è avvenuto dopo il passaggio di Vettel, che era in prima posizione, ma proprio davanti a Hamilton e Alonso. L’inglese ha sorpassato la Safety car che stava uscendo dai box, Alonso e Massa sono invece rimasti dietro come da regolamento. Così il momento dei pit stop seguiti a questo ingresso ha favorito Vettel e Lewis mentre i due della Ferrari sono stati risucchiati a centro gruppo perché si sono dovuti fare un giro intero dietro alla vettura di sicurezza. I commissari hanno poi punito la manovra di Hamilton solo al 25° giro, quando aveva potuto accumulare un vantaggio che gli ha consentito di effettuare il drive through e restare sempre secondo. La penalità comunicata così in ritardo è stata considerata una doppia beffa per le Ferrari.
Inoltre a tre quarti di gara è arrivata la notizia che cinque vetture davanti ad Alonso sarebbero state giudicate dopo il GP per aver tenuto una velocità irregolare nel riaccodarsi alla Safety car: i piloti di tali vetture sono stati poi penalizzati di 5″ (CINQUE SECONDI).

E così anche Luca di Montezemolo si accorge che chi rispetta le regole è sempre svantaggiato: il successo è appannaggio dei soliti furbetti.
Questa è la vita, bellezza!

Salute e …peggio nun nisse.

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