Colpiti tutti i giovani, colpiti tutti gli italiani


Questa mattina a Brindisi vicino all’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone” è stato fatto esplodere un ordigno che ha provocato la morte di una studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, e il ferimento di altri ragazzi: Veronica Capodieci, in gravissime condizioni, tre giovani con ustioni su tutto il corpo, due delle quali in gravi condizioni (una probabilmente perderà gli arti inferiori), e altre cinque persone colpite in maniera meno grave. Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola.
Grande sgomento non solo a Brindisi ma in tutta Italia, dove in diverse città sono stati organizzati cortei e fiaccolate per ricordare la vittima dell’esplosione.
Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha annunciato che proclamerà due giorni di lutto cittadino, domenica 20 e lunedì 21.
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha detto che colpendo “la scuola di Brindisi sono state colpite tutte le scuole d’Italia”.

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Lotta alla mafia

Paolo Borsellino:

“La lotta alla mafia è il primo problema da risolvere … non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni le spinga a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale della indifferenza della contiguità e quindi della complicità”.

Nel diciottesimo anniversario della strage di Via D’Amelio vengono buttate a terra, a Palermo, le statue in gesso di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.  Un atto vandalico, altamente simbolico, un messaggio mentre la città scende in piazza e discute per ricordare.

Salute e …peggio nun nisse.

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