Colpiti tutti i giovani, colpiti tutti gli italiani


Questa mattina a Brindisi vicino all’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone” è stato fatto esplodere un ordigno che ha provocato la morte di una studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, e il ferimento di altri ragazzi: Veronica Capodieci, in gravissime condizioni, tre giovani con ustioni su tutto il corpo, due delle quali in gravi condizioni (una probabilmente perderà gli arti inferiori), e altre cinque persone colpite in maniera meno grave. Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola.
Grande sgomento non solo a Brindisi ma in tutta Italia, dove in diverse città sono stati organizzati cortei e fiaccolate per ricordare la vittima dell’esplosione.
Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha annunciato che proclamerà due giorni di lutto cittadino, domenica 20 e lunedì 21.
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha detto che colpendo “la scuola di Brindisi sono state colpite tutte le scuole d’Italia”.

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Sconvolto, come la Norvegia

Due attacchi terroristici in poche ore hanno scosso la tranquilla Norvegia.

Fonti della polizia citate dalla televisione norvegese TV2 ipotizzano che sia stata provocata da una autobomba l’esplosione che ha devastato il centro di Oslo, a pochi passi dal palazzo che ospita gli uffici del primo ministro e dalla redazione di un quotidiano.

Una sparatoria, che avrebbe provocato diversi morti, è avvenuta all’isola di Utoya, zona a ovest di Oslo in cui era in corso un campo estivo di giovani laburisti, partito del premier Stoltenberg.

Secondo alcuni media locali gli investigatori sono più propensi ad attribuire gli attacchi a “movimenti sovversivi locali” che non a credere alla pista del terrorismo internazionale.

Mi unisco a quanti hanno presentato le condoglianze alle vittime degli attentati ed al popolo norvegese.

Salute e …peggio nun nisse.

26 aprile 1986

Černobyl è una città dell’Ucraina settentrionale, attualmente quasi disabitata. Divenne famosa in tutto il mondo dopo il 26 aprile del 1986 quando nella locale centrale elettronucleare vi fu fusione del nocciolo del reattore n° 4 con una conseguente esplosione (non nucleare) della copertura e dispersione di grandi quantità di materiale radioattivo.
Nei giorni seguenti una nube radioattiva si levò attraversando anche parte dell’Europa, e raggiunse il Mediterraneo in circa 10 giorni.
Circa 350.000 persone furono evacuate dalla città e dalle zone adiacenti.

Vi risiedono ancora operai governativi, impegnati nella rimozione delle scorie nucleari.

Salute e …peggio nun nisse.

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