Sesso e felicità

Una ricerca condotta da Gillian Einstein, docente di psicologia alla University of Toronto, ha indagato sul rapporto tra sesso e felicità. È stato visto per esempio che modificando la frequenza dei rapporti sessuali da uno al mese ad uno alla settimana si ottiene una felicità che equivale a quella generata dall’avere un aumento di 50.000 dollari.
Molte comunque le differenze fra paese e paese: il 71% delle donne italiane e l’83% di quelle russe indicano il sesso come ingrediente essenziale per essere felici, mentre olandesi e inglesi mettono al primo posto “avere un buon partner”.
Il 70% delle donne italiane ha anche dichiarato che avere un po’ di tempo per sé è un requisito essenziale per potersi dire soddisfatte.

Sesso senza amore?

Per alcuni uomini, ma anche per alcune donne, il solo sesso senza amore può condurre una qualche forma di felicità. Ma per altri può essere insoddisfacente dal punto di vista emozionale. Entrando un po’ nel tecnico, a seguito dell’orgasmo (sia femminile che maschile) si ha la produzione di ossitocina, un ormone peptidico che gioca un ruolo fondamentale nei legami di coppia e in genere nei comportamenti sociali. Perciò è improbabile immaginare che se entrambi i partner arrivano all’orgasmo non provino una sensazione di unione tra loro, che è comunque un sentimento molto simile all’amore.

Salute e …peggio nun nisse.

Italy’s Woman Problem

La giornalista Barbie Nadeau ha scritto nel novembre 2010 per ‘Newsweek‘, uno dei magazine americani più prestigiosi, un’inchiesta dal titolo ‘Italy’s Women Problem‘ sull’immagine sessista proposta da Mediaset.

Nella sua documentata inchiesta sulla sconfortante situazione delle donne italiane, lontane dalla parità in tutti gli ambiti, Nadeau notava che persino nel programma più visto del prime time italiano, ‘Striscia la notizia’, la rappresentazione femminile era affidata alle Veline: signorine “con addosso un abito ornato di lustrini fornito di tanga e profondo scollo a V che arriva oltre l’ombelico” a cui i conduttori possono dire “Vai, girati, fatti dare un’occhiata” toccando loro il didietro.

Barbie Nadeau è stata denunciata da ‘Striscia la notizia‘ per diffamazione.

Non si può negare comunque che l’immagine femminile veicolata dai media e dalla pubblicità non può che danneggiare la ricerca della parità lavorativa e sociale; le cosce nude, l’esibizione di corpi manda un messaggio subliminale continuo all’uomo italiano: che le donne hanno a che fare con il sesso, che non sono una controparte seria e affidabile in politica o sul lavoro.

Salute e …peggio nun nisse.

L’Italia ha un problema con le donne?

In Italia il 51,4% di popolazione che è costituito da donne.

Bastano alcuni dati su occupazione, retribuzione, rappresentanza.
Le donne italiane si diplomano e si laureano più (e meglio) degli uomini, ma neppure una su due ha un posto retribuito. Una percentuale che ci pone ai piedi della classifica europea, meglio solo di Malta. E, a parità di livello, guadagnano il 16,8% meno dei colleghi maschi. Una donna su quattro lascia il lavoro dopo la maternità: su 100 bambini solo 10 trovano posto in un asilo nido, meno di 5 su 100 in uno comunale. Le donne ministro rappresentano il 21% del totale, le parlamentari non superano il 20%. Nelle società quotate la presenza femminile nei Consigli di amministrazione arriva al 6,8%; le amministratrici delegate sono appena il 3,8%. Questo significa che nel Paese esiste un gender gap, come viene definito nei rapporti ufficiali, un divario tra i generi che rende le donne assenti o deboli in tutti i luoghi, nelle aziende pubbliche e private, in politica e diplomazia, nelle università, dove si prendono le decisioni che determinano poi la vita di una società. E la modernità di uno Stato.

La risposta alla domanda è dunque «sì». L’Italia ha un problema rispetto a quel 51,4% di popolazione che è costituito da donne. È legittimo protestare!

Salute e …peggio nun nisse.

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