A very special girl

Alice Pyne nel 2011 ha postato la sua bucket list  (cioè la sua lista dei desideri) sul popolare sito di microblogging.
In inglese si utilizza l’espressione kick the bucket  (letteralmente calciare il secchio) per indicare le condizioni di chi sta per morire.
Alice decise di rendere pubbliche le proprie aspirazioni quando le venne diagnosticato un linfoma di Hodgkin, una grave forma di tumore maligno, che in capo a due anni si dimostrò incurabile.
Alice, con l’aiuto e il sostegno di personaggi famosi (i Take That e Paul McCartney tra gli altri) e di generosi sconosciuti, è riuscita ad esaudire quasi tutti i suoi desideri: ha nuotato con gli squali, incontrato i Take That, partecipato a un cinema-party con i suoi migliori amici, ha portato il suo labrador, Mabel, a una mostra canina e ha avuto un iPad viola; nell’agosto scorso, infine, è riuscita a vedere le balene nuotare libere nel mare aperto.
In cima alla lista c’era l’auspicio che tutti i cittadini britannici si iscrivessero a un’associazione di donatori di midollo osseo; questo non è accaduto, però l’associazione sostenuta da Alice, la Anthony Nolan Blood Cancer, ha registrato l’iscrizione di 40mila nuovi donatori.
Nonostante fosse perfettamente consapevole della fine imminente, Alice ha voluto pensare anche agli altri. Con la sorella Milly ha fondato la charity Alice’s Escape, che si propone di consentire vacanze gratuite alle famiglie con bambini gravemente ammalati, raccogliendo più di centomila sterline.
Dopo aver esaudito l’ultimo dei suoi desideri ha scritto sul suo blog: «Non mi sarei mai aspettata che la lista venisse diffusa in tutto il mondo. Non mi sarei mai nemmeno aspettata che la maggior parte dei miei desideri venisse esaudita. Le parole non riescono a rendere l’idea di quanto io sia felice di avercela fatta».

La mamma di Alice il 12 gennaio u.s. ha scritto su Facebook: «La nostra cara ragazza, Alice, ha ottenuto le sue ali da angelo oggi. È spirata in pace con Simon, Milly e me al suo fianco. Siamo devastati e sappiamo che le nostre vite non saranno mai più le stesse. Buonanotte Alice».

Salute e …peggio nun nisse.

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Internal medicine rocks

Il 20% della popolazione italiana (dodici milioni di persone) presenta almeno due malattie croniche. La presenza di più patologie croniche è un fenomeno sempre più presente e diviene tanto più frequente all’avanzare dell’età: la stragrande maggioranza dei pazienti con pluripatologie ha più di 55 anni e 7 anziani su 10, tra quelli con più di 75 anni, sono affetti da almeno due malattie. Ma la pluripatologia non risparmia nemmeno i più giovani: nella fascia di età tra i 45 e i 54 anni 1,4 milioni di italiani (il 16,6%) soffrono di almeno due malattie croniche. Questi sono pazienti complessi, per i quali occorre individuare i percorsi più idonei e le priorità di cura: per questo si ritiene fondamentale il medico internista, che dovrebbe essere in grado di giungere a una diagnosi, anche la più complessa, grazie a competenze che spaziano in quasi tutte le discipline mediche e soprattutto tenere le fila delle diverse specialità coinvolte nell’assistenza al paziente, guardando all’assistito nella sua totalità.
Uno studio pubblicato sugli Annals e condotto nel Texas nel periodo 2001-2006 ha evidenziato che i pazienti curati dall’hospitalist, una realtà assistenziale paragonabile al ruolo svolto in Italia dai reparti di medicina interna, presentavano una durata della degenza di 0,64 giorni più breve e costi di degenza ospedaliera ridotti per un valore di 282 $ per paziente trattato.

Salute e …peggio nun nisse.

Cefalea da sovradosaggio di analgesici

Chi assume regolarmente acido acetilsalicilico (Asa), paracetamolo o triptani per curare la cefalea potrebbe correre il rischio di ottenere l’effetto contrario.

I comuni analgesici da banco sono sufficienti per trattare le cefalee occasionali ma quando il loro uso è troppo frequente (un caso su 50), e accade nelle donne 5 volte più che negli uomini, l’efficacia dei farmaci si riduce a scapito della comparsa di un’azione cefalalgica.

Per evitare l’instaurarsi di questo pericoloso circolo vizioso, che diventa poi molto difficile e doloroso da interrompere, il Nice (National institute for health and clinical excellence) ha pubblicato una guida rivolta ai medici di famiglia nella quale sottolinea che è importante diagnosticare correttamente il tipo di cefalea per le possibili cure differenti e perché un ritardo nella diagnosi rimanda anche la prescrizione della terapia adeguata, con il rischio che il paziente, nell’attesa, abusi di medicinali antalgici peggiorando la sua condizione.

Il manuale del Nice infine ricorda di evitare di prescrivere al paziente indagini di neuroimaging, a scopo rassicurante per escludere patologie sottostanti, ma inutili ai fini della classificazione della cefalea.

da DoctorNews

Salute e …peggio nun nisse.

Troppi pericoli nelle diagnosi fai da te su web

Una ricerca della Hong Kong University of Science and Technology ha rilevato che l’utilizzo del web per scovare informazioni o pseudo diagnosi su presunte malattie potrebbe essere un modo assolutamente errato per ottenere un trattamento medico appropriato.
Si va incontro a due forme principali di rischi: quello di pensare da subito di poter essere malati, o l’esatto contrario di sottostimare il pericolo e di affidarsi invece al destino.

Salute e …peggio nun nisse.

Non ricoverarti nel weekend

Uno studio britannico, condotta all’University College di Londra e le Università di Birmingham e dell’East Anglia e pubblicato sul Journal of the Royal Society of Medicine, ha scoperto che i malati hanno il 16% in più di rischio di morire se vengono ricoverati di domenica, rispetto ai giorni a metà della settimana.
La revisione ha esaminato tutti i ricoveri in un anno (più di 14 milioni, sia d’emergenza che programmati) negli ospedali del Servizio sanitario inglese. Il ricovero da martedì a venerdì è stato associato con il più basso rischio di morte ospedaliera, mentre quello di domenica con il pericolo più alto.
Dietro questo fenomeno potrebbero celarsi ragioni diverse; fra cui anche il fatto che i pazienti che arrivano nelle strutture durante il weekend potrebbero essere in condizioni più gravi, altrimenti magari avrebbero aspettato qualche giorno, rinviando il ricovero ai giorni feriali. Ma forse anche il fatto che nel weekend lo staff sia ridotto e ci siano più ‘dottorini’ e meno medici esperti, insieme a una maggior difficoltà nell’accedere ai test diagnostici.

Salute e …peggio nun nisse.

Naso elettronico

É riportato sul British Journal of Cancer che scienziati dell’Israel Institute of Technology hanno messo a punto un prototipo di naso elettronico’ che riesce a captare dal respiro l’eventuale presenza di tumori nell’organismo del paziente. Questa nuova metodologia sarebbe in grado di rilevare dal respiro dei pazienti alcuni speciali marcatori del tumore.
Anche se gli studi dovranno proseguire ancora a lungo, la speranza è che un giorno il medico possa utilizzare questo strumento per diagnosticare in maniera molto precoce la malattia.

Salute e …peggio nun nisse.

LA SINDROME METABOLICA

La sindrome metabolica è una situazione clinica a rischio cardiovascolare medio-alto.

Solitamente la diagnosi viene effettuata quando si presentano tre o più dei seguenti disturbi:

  • obesità viscerale,
  • intolleranza al glucosio,
  • ipertensione arteriosa,
  • livelli sopra la norma di trigliceridi,
  • colesterolo alto.

Gli individui colpiti dalla sindrome metabolica, che non cambiano drasticamente il proprio stile di vita, hanno un elevato tasso di mortalità legato a problemi cardiovascolari.

Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine questa condizione sarebbe influenzata anche dalla quantità di attività fisica svolta complessivamente quotidianamente.

In particolare dallo studio è emerso che la sindrome metabolica è decisamente più comune nei sedentari rispetto alle persone più attive.

Riguardo alla prevenzione è fondamentale la valutazione del singolo paziente, comunque in generale se non si è ancora instaurato un danno d’organo è di solito sufficiente un intervento mirato sullo stile di vita con misure igienico-dietetiche.

Questo significa che il paziente deve avere una dieta adeguata, smettere di fumare, svolgere una regolare attività fisica.

In particolare un esercizio costante senza grossi incrementi di frequenza cardiaca e di pressione arteriosa ha diverse ricadute positive sul profilo metabolico: stimola un aumento del colesterolo buono, migliora l’intolleranza agli zuccheri, abbassa i livelli di trigliceridi.

I soggetti studiati sono stati suddivisi in tre categorie in relazione all’attività fisica svolta:
1. sedentari (meno di 5 mila passi al giorno)
2. moderatamente attivi (da 5 mila a 10.000 passi al giorno)
3. molto attivi (più di 10 mila passi al dì)

Le possibilità di soffrire di sindrome metabolica sono risultate maggiori per i soggetti che rientravano nella categoria dei sedentari.

Per ogni mille passi in più al giorno è stata evidenziata una riduzione mediamente del 10 % della probabilità di ammalare di sindrome metabolica.

Gli adulti che fanno più passi al giorno tendono ad avere la circonferenza della vita inferiore, livelli superiori di lipoproteine ad alta densità (HDL) e più bassi livelli di trigliceridi.

Salute e …peggio nun nisse.

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