Mariage pour tous

Le nozze gay e il via libera all’adozione delle coppie dello stesso sesso sono da oggi legge in Francia. L’Assemblea nazionale francese ha approvato la legge con 331 voti a favore, 225 contrari, e 10 astensioni. Il primo dei 22 articoli della legge dice: “Il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o del medesimo sesso”.
La legge era stata una promessa di Francois Hollande durante la campagna elettorale ed era stata fortemente sostenuta dal presidente francese. La Francia diventa il 14° Paese a legalizzare i matrimoni omosessuali e le adozioni gay; i Paesi europei sono otto: Olanda, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda e Danimarca.
Il provvedimento è stato duramente avversato dalla destra e dalla chiesa cattolica. Diverse migliaia di persone dei movimenti cattolici si sono riversate nelle principali piazze di Parigi per contestare la legge.
Parallelamente, nel Paese si registrano anche diversi cortei contro l’omofobia.
Il matrimonio fra persone dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza e nell’uguaglianza (Flavio Romani, presidente di Arcigay).
È però l’adozione il punto critico della legge. Che due adulti dello stesso sesso convolino a nozze non è più uno shock per la maggioranza dei francesi, ma che un bambino abbia due mamme o due papà è ancora difficile da accettare. Oltre il 50% dei francesi continua infatti a dirsi contrario.


Salute e …peggio nun nisse.

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Scalfaro, luci e ombre

È morto all’età di 93 anni Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica e senatore a vita. Scalfaro fu eletto al Quirinale nel 1992 e fu sostituito da Ciampi nel ’99.
Attraversò tutta la stagione di “Mani pulite”, il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e il debutto politico di Berlusconi e di Forza Italia.
Il tratto saliente della sua vita politica riguarda il suo rapporto dialettico con Silvio Berlusconi. Quando Berlusconi dovette dimettersi perché sfiduciato dalla Lega Nord, il partito di Forza Italia chiese lo scioglimento delle Camere. Scalfaro invece, verificato che esisteva una soluzione alternativa, diede incarico a Dini di formare un nuovo governo, alimentando un’antipatia non solo politica ma anche personale di Berlusconi nei suoi confronti.

Sulle prime pagine dei giornali oggi campeggiano titoli, editoriali e commenti in suo ricordo.

Per il Papa, Scalfaro è stato un “illustre uomo cattolico di Stato”, che “si adoperò per la promozione del bene comune e dei perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia”.
Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “Scalfaro è stato un protagonista della vita politica democratica. Esempio di coerenza ideale e di integrità morale, ha avuto per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni”.

Ma non mancano però critiche, che arrivano ovviamente dai giornali vicini al centrodestra.

Giancarlo Perna sul Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ha scritto che “Scalfaro pur di osteggiare Berlusconi, ha cambiato bandiera: cioè divenne velenoso e sleale; irriconoscibile. Tanto che, di destra e anticomunista al cubo com’era («i comunisti restano comunisti, anche quando sono in pigiama», diceva) si trasformò nel primo alleato del Pd-Pds contro l’intruso di Arcore”.
Francesco Storace
, segretario nazionale de La Destra, ha scritto: «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del ’94 e la sua faziosità. Non c’è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui».
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, afferma che Scalfaro «in tutte le cariche istituzionali e politiche ricoperte fu un nostro coerente e agguerrito avversario».
Ancora nessuna reazione da parte di Silvio Berlusconi.

Anche dopo la fine del suo settennato Scalfaro non aveva una grande opinione di Berlusconi, tanto chiaro che in più occasioni disse: “Quando minaccia che cambierà la Costituzione perché sa di comunismo, la sua è, in termine tecnico, ignoranza pesante e colpevole” (maggio 2011). Berlusconi al Quirinale? “Non glielo auguro e non lo auguro al popolo italiano: bisogna dare speranza a chi ci ascolta” (intervista tv, settembre 2010).

Salute e …peggio nun nisse.

Cos’è la destra, cos’è la sinistra…

A “Vieni via con me” di Fabio Fazio e Roberto Saviano, Pier Luigi Bersani e Gianfranco Fini hanno letto i valori della sinistra e quelli della destra:

BERSANI

“La sinistra è l’idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno, il 25 aprile si fa festa. Nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po’ bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l’economia non gira perché l’ingiustizia fa male all’economia. Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio. Ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l’istruzione, la sicurezza. Il lavoro non è tutto, ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l’ha. Il lavoro è la dignità di una persona. Sempre. E soprattutto quando hai trent’anni e hai paura di passare la vita in panchina. Ma chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto. E allora un’ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile”.

“Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui. Se 100 euro di un operaio, di un pensionato, di un artigiano pagano di più dei 100 euro di uno speculatore, vuole dire che il mondo è capovolto. Davanti a un problema serio di salute non ci può essere né povero né ricco, né calabrese né lombardo né marocchino; si fa con quel che si ha, ma si fa per tutti. L’insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l’eroe dei nostri tempi. Indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli. La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese. Calpestarne la vita è l’umiliazione di un Paese”.

“Dobbiamo lasciare il pianeta meglio di come l’abbiamo trovato perché non abbiamo il diritto di distruggere quello che non è nostro. E l’energia va risparmiata e rinnovata sgombrando la testa da fanta-piani nucleari. Il bambino figlio di immigrati che è nato oggi non è né immigrato né italiano. Dobbiamo dirgli chi è. Lui è un italiano. Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento. Perché un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco. C’è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno. Questo modo irrinunciabile si chiama laicità. Per guidare un’automobile, che è un fatto pubblico, ci vuole la patente, che è un fatto privato. Per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone perbene, che è un fatto privato”.

“Chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odio e violenza, e deve combattere contro la pena di morte, la tortura, ogni altra sopraffazione fisica o morale e ogni illegalità. Essere progressisti significa combattere l’aggressività che ci abita dentro; quella del più forte sul più debole, dell’uomo sulla donna, di chi ha potere su chi non ne ha. É prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce”.

FINI

“Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, perché a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l’Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono innanzi tutto generosi i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di connazionali, uomini e donne, che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli”.

“E per la destra sono solidali e quindi meritevoli di apprezzamento le tante imprese e le tante famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch’essi cittadini italiani perché la patria, da qualche tempo, non è più soltanto terra dei padri. Ma oggi nel 2010, per crescere insieme, per essere davvero unito, per sentirsi una comunità nazionale, il nostro popolo non può confidare solo sulla sua proverbiale, generosa laboriosità, gli italiani hanno bisogno di istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste. Per questo destra vuol dire senso dello Stato, etica pubblica, cultura dei doveri. Per la destra lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, deve spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele, per la destra è lo Stato, solo lo Stato, che deve garantire che legge è davvero uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il malcostume, che deve valorizzare l’esempio degli italiani migliori. Per questo, ad esempio, per la destra si dovrebbe insegnare fin da scuola ai più giovani che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero degli eroi perché sarà grazie al sacrificio loro e di tanti altri umili servitori dello Stato che un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più libera, più bella, perché sarà un’Italia più responsabile, più attenta al bene comune, più consapevole della necessità di garantire che chi sbaglia paga, prima o poi, e chi fa il suo dovere viene premiato”.

“La destra sa che senza l’autorevolezza e il buon senso delle istituzioni, senza l’autorità della legge, senza una democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c’è libertà ma solo anarchia, prevalenza dell’arroganza e della furbizia a tutto discapito dell’uguaglianza dei cittadini. Per la destra l’uguaglianza dei i cittadini deve essere garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, per gli uomini come per le donne, per i figli degli imprenditori, come per i figli degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza, l’uguaglianza delle opportunità, la destra vuol costruire una società in cui il merito e le capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente. La destra vuole un paese in cui chi lavora di più e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, un paese in cui chi merita ottiene i maggiori riconoscimenti”.

“Insomma la destra vuole un’Italia che ha fiducia nel futuro perché a ben vedere ha fiducia in se stessa. E non la dobbiamo costruire dal nulla, questa Italia migliore: c’è già. Dobbiamo soltanto far sentire la sua voce, la sua voce profonda. E anche questo è il compito della destra”.

Ha ancora senso parlare di destra e di sinistra? Come di due ideologie contrapposte?

Io mi ritrovo a condividere vari punti dei valori della sinistra e di quelli della destra. Pertanto scopro nuovamente Giorgio Gaber sempre più attuale, anche quando cantava “Destra Sinistra” (era il 1994!) e si chiedeva: Ma cos’è la destra cos’è la sinistra… Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra

Basta!

Salute e …peggio nun nisse.

Quando sei nella merda fino al collo, sta zitto!

All’inaugurazione del salone del ciclo e motociclo alla Fiera di Milano-Rho Berusconi fa una battuta omofoba: “Conduco una attività ininterrotta di lavoro, se qualche volta mi succede di guardare in faccia qualche bella ragazza… meglio essere appassionati di belle ragazze che gay”.

Ormai è un delirio…

Gli esponenti della comunità omosessuale, anche quelli di destra, reagiscono duramente alla frase di Berlusconi:

– L’Arcigay, tramite il presidente, Paolo Patanè, parla di “cultura machista arretrata e offensiva per le persone omosessuali ma anche per donne”.
– La deputata del Pd, Paola Concia: “Vorrei far notare che, mentre noi gay/lesbiche, amiamo alla luce del sole, ricambiandoci sentimenti e affetti, Lui, tutto ciò se lo compera abusando del suo potere e dei suoi soldi, mercificando il corpo altrui”.
– Parla lui che per essere guardabile si è dovuto rifare tutto.
– Infine, Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project, dice che “è meglio essere gay, e lo dico da donna che ama le donne, che disprezzarle abusando, come ormai sembra fare, della sua posizione di uomo ricco e potente”.
-Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità, non ha niente da dire?

La sua equiparazione dell’omosessualità a valore negativo, è l’ennesima dimostrazione della sua incapacità a governare, a stare in politica e ad essere all’altezza dei leader politici europei.


Salute e …peggio nun nisse.

Argomenti off limit

Nell’escalation di accuse reciproche tra berlusconiani e finiani, la richiesta di Carmelo Briguglio, deputato del gruppo Futuro e Libertà e molto vicino a Gianfranco Fini mi è sembrata la più interessante. Berlusconi, invece di rispondere, ha cercato di smorzare i toni e ha richiesto di trovare un punto di intesa! La domanda di Briguglio è ancora attuale; solo mi stupisco che Fini e parte della destra (l’altra parte ha ancora gli occhi chiusi) per tanti anni non hanno reputato degna di nota la richiesta, lasciando che fosse tacciato di comunista chi aveva l’ardire di formulare lo stesso quesito. Per questo la politica non mi piace. O meglio, questi politici non mi piacciono!


La richiesta di Carmelo Briguglio è stata:

“Il capo del governo ha il dovere di dire agli italiani come acquistò la villa di Arcore dove viveva insieme all’eroe Vittorio Mangano, come riuscì ad assicurarsi per soli 500 milioni di lire questo immobile di 3.500 metri quadri con terreni di circa un milione di metri quadri grazie al ruolo di Cesare Previti prima avvocato della venditrice e subito suo legale e uomo di fiducia.
E dica anche se lui, la sua famiglia, il suo gruppo imprenditoriale fanno ricorso a società offshore con sede in paradisi fiscali e dia tutti i dettagli sugli intrecci fin dall’inizio della sua attività imprenditoriale con finanziarie svizzere. Aspettiamo sue dettagliate ed esaurienti risposte”.

Ed anche noi aspettiamo (in verità poco fiduciosi) le sue dettagliate ed esaurienti risposte.

Salute e …peggio nun nisse.

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