Nel totale disinteresse dell’Italia

I deputati e i senatori del Pdl hanno firmato le schede prestampate, con su scritto: “mi dimetto dal ruolo di parlamentare” per protestare contro la decadenza di Silvio Berlusconi che il Senato dovrebbe votare il prossimo 4 ottobre, e contemporaneamente cercare di condizionare la drastica decisione.
Soddisfatto Renato Schifani che ha sottolineato: “Ha votato anche Domenico Scilipoti”.

È un disperato tentativo di sottrarsi a una sentenza definitiva

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha fatto sapere: “Non posso che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento. Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere. Non occorre poi neppure rilevare la gravità e assurdità dell’evocare un ‘colpo di Stato’ o una ‘operazione eversiva’ in atto contro il leader del Pdl. L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto.

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha detto che “per il Pdl la giustizia è sinonimo di problemi giudiziari di Berlusconi e non esiste la possibilità di barattare la durata del governo con cedimenti sulle regole“.

Ora mi aspetto un po’ di coerenza: cioè che venga votata la decadenza di Silvio Berlusconi, anche a costo di una crisi di governo.
Tanto peggio di così…

Salute e …peggio nun nisse.

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2012: non solo lacrime e sangue, ma anche fatica e sudore

Con l’anno nuovo rincarano le bollette di acqua, gas ed elettricità;  hanno preso il via anche le nuove addizionali regionali sulla benzina verde in cinque regioni (Toscana, Lazio, Liguria, Marche e Umbria); entrano in vigore gli adeguamenti tariffari dei pedaggi autostradali, del canone Rai; debutta l’Imu (la nuova Ici), aumentano l’Iva, l’Irpef e i contributi Inps; ad esse si aggiunge una tassa del 6% su tutte le vincite superiori ai 500 euro.
Il 2012 si apre male anche per gli immigrati, che oltre alla crisi e ai rincari che subiranno insieme a tutti gli italiani, avranno una nuova tassa, ideata dagli allora ministri dell’Interno Roberto Maroni e dell’Economia Giulio Tremonti, che varierà dagli 80 ai 200 euro e dovrà essere versata ogni volta che si chiede o si rinnova il permesso di soggiorno.

«Sacrifici» anche per gli onorevoli: scattano una serie di aumenti alla buvette della Camera. Gli onorevoli deputati vogliono farci credere che il costo vita aumenta anche per loro: così pagheranno 20 centesimi in più per cappuccino e cornetto, che passano rispettivamente da 1 euro ad 1,10 euro e da 80 a 90 centesimi; di più anche il caffè, da oggi a 80 centesimi anziché 70.  Aumenti ridicoli anche al bancone dei fritti: supplì, arancini e crocchette passeranno da 1 euro a 1,30 euro. Prezzi ritoccati anche per la frutta: mele, pere e banane costano ora 1 euro anziché 50 centesimi, mentre ananas, melone, mandarini, arance e uva passano da 1 a 2 euro a porzione.
Succederà alla Camera quello che è accaduto a palazzo Madama, dove i rincari hanno messo in fuga i senatori con il rischio del licenziamento di sei camerieri, due cuochi e un tabaccaio?

Salute e …peggio nun nisse.

Su alcuni privilegi della casta


La vignetta è tratta da http://mauropatorno.blogspot.com/

Quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati?

Premesso che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli, ma anche a 1.109 loro familiari, compresi i conviventi more uxorio (per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini).
Secondo i dati resi pubblici dai radicali, nel 2010 deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117 mila euro.
Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale, ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.

Tre milioni e 92 mila euro per spese odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private).
Quasi un milione di euro (976 mila euro, per la precisione) per fisioterapia.
Per visite varie 698 mila euro.
488 mila euro per occhiali e 257 mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28 mila e 138 euro.
Visite omeopatiche 3 mila e 636 euro.
I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, ma hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153 mila euro di ticket.

Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati sono stati resi accessibili: restano riservate le informazioni su alcune prestazioni, come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo, elettroscultura (ginnastica passiva) ed interventi per chirurgia plastica.

Perché la Camera provvede a dare una assicurazione integrativa?
Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio, avendo già l’assistenza che hanno tutti i cittadini italiani.

Salute e …peggio nun nisse.

A Berlusco’…

Solo un mese fa Berlusconi l’aveva definita una semplice operazione di aggiustamento dei conti. La manovra correttiva è un salasso da oltre 70 miliardi di euro in due anni: 23 miliardi nel 2013 e 47 miliardi a regime nel 2014.
La manovra economica approvata venerdì in via definitiva alla Camera è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di oggi. Da domani scattano i ticket e gli altri provvedimenti: dal bollo auto a quello sui titoli dall’Irap alle stock option. L’abbattimento delle agevolazioni colpisce famiglie con figli a carico, spese sanitarie e scolastiche, ristrutturazioni edilizie, interventi per il risparmio energetico e associazioni onlus. La pressione delle tasse salirà dell’1,2% a 43,7%.

Silvio Berlusconi ad alcuni deputati del Pdl, in occasione del voto di fiducia sulla manovra alla Camera, avrebbe detto: “Non me ne andrò finché non sarò riuscito ad abbassare le tasse”.

Salute e …peggio nun nisse.

I privilegi della Casta non si toccano…

Antonio Borghesi il 21 Settembre 2010 ha presentato una mozione per rapportare (riducendola) la pensione dei parlamentari alla pensione di tutti gli altri lavoratori italiani.

Risultato della votazione?

Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498.

La Camera respinge la richiesta di Borghesi.

L’abolizione dell’assurdo diritto di ricevere il vitalizio anche per i deputati che hanno solo pochi giorni di legislatura avrebbe procurato al bilancio della Camera un risparmio di 150 milioni di euro l’anno. Invece gli Onorevoli Deputati sono disposti a discutere di tutto, ma non delle loro pensioni: tutti i deputati, tranne quelli del’Italia dei Valori, hanno votato contro.


Salute e …peggio nun nisse.

Dobbiamo cambiare la legge elettorale

L’attuale legge elettorale detta “porcellum” è una legge elettorale iniqua che ha sottratto all’elettore il diritto di scegliere i propri rappresentanti alla Camera e al Senato e lo ha messo nelle mani di pochi capi partito. L’attuale Parlamento è dunque composto da parlamentari “nominati” e non eletti.

Mai più alle urne con questa legge
Libertà e Giustizia

Siamo in un regime in cui deputati e senatori sono “nominati” e sostanzialmente sotto perenne “ricatto” dei pochi capi partito cui è attribuito il potere di nomina.

Serve una nuova legge elettorale che restituisca al cittadino il diritto previsto dalla Costituzione di eleggere in Parlamento i propri rappresentanti.

Salute e …peggio nun nisse.

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