Le donne che riposano poco sono più aggressive

Secondo uno studio della Duke University la mancanza di un adeguato riposo notturno rende irritabili, in particolar modo le donne. Infatti viene consigliato alle donne di concedersi qualche ora di riposo pomeridiano per evitare sintomi quali spossatezza, irascibilità e depressione.

Dalla World Association of Sleep Medicine arrivano alcuni consigli per riposare a sufficienza:

  • darsi degli orari fissi da rispettare per l’addormentamento e per il risveglio,
  • non consumare alcool e sigarette,
  • evitare pasti pesanti, troppo ricchi di grassi e zuccheri,
  • evitare il caffè e l’esercizio fisico subito prima di andare a dormire,
  • riposare in un ambiente confortevole con una temperatura adeguata, non troppo fredda né troppo calda,
  • scegliere un materasso e un cuscino ovviamente comodi, ma che devono anche sostenere adeguatamente il corpo e la testa.

Salute e …peggio nun nisse.

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Da domani mi metto a dieta


L’età media per la prima dieta per una donna sono i 26 anni; le ragioni che la spingono ad iniziare il supplizio dimagrante sono assai fantasiose: il vedersi in una foto (peggio ancora se postata su Facebook) o vedersi specchiata nella vetrina di un negozio, l’irritazione nel sentirsi chiedere se fosse incinta, la rimpatriata fra ex compagni di scuola, il ritorno ad essere single dopo una rottura amorosa, oppure sospettare un tradimento del partner …

È stato calcolato che la maggioranza delle donne si mette a dieta circa 2,7 volte in dodici mesi, e addirittura il 12% arriva fino a 5. Il proposito della dieta però fallisce in media appena dopo 5 settimane, 2 giorni e 43 minuti, anche se una donna su sette, pari al 13%, riesce a resistere per ben 13 settimane e oltre.

Comunque il vero banco di prova non è solo perdere qualche chilo, ma apportare quei piccoli miglioramenti al proprio stile di vita che durino poi negli anni.

Salute e …peggio nun nisse.

Donne irritabili al risveglio?

Le donne hanno bisogno di dormire di più rispetto agli uomini.

Infatti secondo uno studio della statunitense Duke University, la frequente mancanza di un adeguato riposo notturno, nelle donne determina spossatezza, depressione, irascibilità e aggressività.

Ecco allora dalla World Association of Sleep Medicine (Wasm) alcuni consigli per evitare di non riposare a sufficienza:

– darsi degli orari fissi da rispettare per l’addormentamento e per il risveglio,
– non consumare alcool e sigarette,
– evitare pasti pesanti, troppo ricchi di grassi e zuccheri,
– evitare il caffè e l’esercizio fisico subito prima di andare a dormire,
– riposare in un ambiente confortevole con una temperatura adeguata, non troppo fredda né troppo calda,
– considerare con grande accortezza il tipo di materasso e il cuscino utilizzati, che devono ovviamente essere comodi ma anche sostenere adeguatamente il corpo e la testa.

Salute e …peggio nun nisse.

Suicidi da crisi

Uno studio americano pubblicato sul Journal of Public Health ha indagato l’impatto dei cicli economici sul tasso di suicidi dal 1928 al 2007 negli States e ha messo in luce che il tasso di suicidio segue la curva dell’andamento economico di un Paese, evidenziando la più forte associazione nelle persone in età lavorativa, cioè dai 25 ai 64 anni.
Negli Stati Uniti, dati alla mano, il maggiore aumento del tasso di suicidi si è verificato con la Grande Depressione (1929-1933), salito dal 1928 al 1932 del 22,8%. Invece nel più lungo periodo di espansione (1991-2001) si è registrato nel 2000 il record, ma al contrario.
In Italia tra il 2008 ed il 2010 i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6%, mentre i tentativi di suicidio, sempre legati alle difficoltà economiche, sono cresciuti del 20%.

I problemi economici possono avere un impatto su come le persone guardano a se stesse e al loro futuro, ma anche sui rapporti con famiglia e amici.
È necessario cercare di mettere un freno all’effetto emulazione, e sottolineare che il suicidio non deve essere considerato come una soluzione; è bene studiare strategie preventive, come un sostegno sociale mirato e servizi di consulenza ad hoc per chi perde il lavoro o la casa.
È stato dimostrato che anche piccoli investimenti possono influire positivamente nel prevenire gesti estremi.

Salute e …peggio nun nisse.

Ma che freddo fa

Oggi è la festività della Candelora, e dovrebbe segnare il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.
Oggi la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù. È chiamata candelora perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”.
La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.

«Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione » (Levitico 12,2-4)

Celebre il proverbio della Candelora, di cui esistono numerose versioni e varianti regione per regione:

«La Madonna Candelora
dell’inverno semo fora,
ma se piove o tira vento
dell’inverno semo dentro»
,

ossia all’arrivo della Candelora l’inverno è finito ma, se il tempo quel giorno è brutto l’inverno durerà ancora.

Dal sito http://www.perugiameteo.it/: La prima depressione generata dallo scontro tra l’aria fredda di origine siberiana e il Mediterraneo occidentale ha attraversato rapidamente tutta la penisola portando sull’Umbria nelle ultime 24 ore abbondanti nevicate sopra i 300-500m. … Una seconda depressione è già in formazione sul Mediterraneo occidentale e da giovedì 2 febbraio sarà in ulteriore approfondimento richiamando dall’Europa centrale il nucleo più freddo di aria siberiana che ha ormai raggiunto la Polonia e la Germania. La depressione interesserà sopratutto le regioni centro meridionali italiane portando abbondanti precipitazioni ed un ulteriore abbassamento delle temperature, più significativo al centro-nord, che rimarranno anche di giorno abbondantemente sotto gli zero gradi. Le stesse regioni saranno investite da forti venti nord orientali…

Copriamoci bene: cappotti, giacconi, sciarpe, cappelli, cuffie, guanti…
L’inverno è ancora lungo…

Salute e …peggio nun nisse.

L’aria aperta allevia lo stress

Una ricerca inglese pubblicata su Environmental Science and Technology ha confermato che con un po’ di movimento si scarica la tensione muscolare, che dà una sensazione di malessere al soggetto, e si stimola la produzione di endorfine, i cosiddetti ormoni della felicità, che promuovono una sensazione di benessere per il corpo e per la mente. Ma è stato rilevato che, per ottenere il massimo del risultato da una sessione di esercizi, è meglio allenarsi all’aria aperta piuttosto che in palestra: aiuta a combattere l’ansia, dona energia e buonumore.

Per chi soffre di depressione e simili disturbi psicologici interventi medici innovativi, non molto di moda in Italia, includono l’esercizio all’aperto come parte integrante di trattamenti olistici. É la cosiddetta Green Gym, una specie di ginnastica a contatto con Madre Natura: vangare, zappare, rastrellare foglie secche e erba tagliata.
Secondo uno studio recente della Oxford Brookes University la Green Gym oltre che fare bene alla salute, alla respirazione e a tutto il sistema cardiocircolatorio e muscolare, incide in modo positivo anche sullo stato mentale, allontanando, appunto, la depressione.

Salute e …peggio nun nisse.

Tristezza e depressione nel 2° anniversario del terremoto

Oggi è il secondo anniversario del terremoto che distrusse la città dell’Aquila e i territori della provincia e causò la morte di 309 persone ed oltre 1.600 feriti.

A due anni la città abruzzese è ancora da ricostruire. Gli abitanti delle case poco danneggiate, quelle in cemento armato fuori dal centro storico, sono quasi tutti rientrati nelle loro abitazioni. Il centro storico dell’Aquila è sempre vuoto: l’impressione che tutto sia rimasto fermo, palazzi sventrati, monumenti distrutti, macerie accatastate. La zona rossa è invalicabile, tanto che ai varchi ci sono i militari; a guardia del nulla. E le zone permesse vengono chiuse all’una di notte, per riaprire l’indomani.

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, però ha detto: «Avremmo voluto fare di più ma non è vero che non si sta facendo niente, l’Aquila non è morta».
Il vicesindaco Giampaolo Arduini è fiducioso, la città “sta tornando quella che era” ed afferma che la ricostruzione è partita, anche se “il centro storico soffre ancora, ma il Comune non ha sbagliato nulla”.
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ribadisce che “L’Aquila è tutt’altro che morta”. E cita una serie di dati: prima del 6 aprile di due anni fa la città contava 75 mila residenti, oggi ce ne sono solo 700 in meno; gli studenti delle scuole erano e sono 17 mila, quelli iscritti nell’università erano 25 mila e sono 23 mila.

I cittadini, invece, parlano di un’altra realtà. Oggi L’Aquila sta nelle stesse condizioni dell’anno scorso, aggravate dagli anni, dal clima, dall’incuria, e dall’indifferenza. Nel centro storico ci sono continui crolli a causa della scarsa manutenzione. Gli aquilani non si sentono più padroni né della città, né della casa. L’Aquila era una città divisa in rioni dove tutti si conoscevano, una grande famiglia che oggi non riesce più a ricongiungersi. Perché nelle nuove case costruite dal governo sono stati tutti sparpagliati.

Secondo i dati recenti della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge), a due anni di distanza, sono ancora 37.733 (15 mila in meno rispetto al 2010) le persone assistite. Poco meno di 23mila risiedono in alloggi Map (le famose casette), in 19 new town; circa 13 mila sono beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione (200 euro a persona ogni mese) e 1.328 sono ancora in strutture ricettive abruzzesi e nelle caserme.

Soprattutto il difficile è ricostruire il tessuto sociale.

Secondo la ricerca “Microdis-L’Aquila“, degli atenei di Firenze, Marche e L’Aquila, condotta su 15mila terremotati, la ricostruzione è “più lenta che in Indonesia” ed emerge la mancanza di luoghi di ritrovo per una “comunità morta assieme al sisma“. Tutto ciò ha portato ad un aumento dei casi di ansia e depressione che, per il locale Dipartimento di Salute Mentale, sono causati non solo dal terremoto in sé, ma anche dal venir meno della rete sociale.

A due anni di distanza dal sisma, al di là di ogni polemica, la gente desidera solo tornare alla normalità.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi più volte ha parlato di “mistificazione” da parte dei media sui temi della ricostruzione.

Nei giorni scorsi, su diversi muri della città, sono comparsi striscioni con scritto: “Berluscò, non te fa revedé – 6.4.2011 niente sciacalli“.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, intervistato da Rainews24, a margine delle commemorazioni per il secondo anniversario del sisma del 6 aprile 2009 ha ammonito i lampedusani di credere alle promesse di Berlusconi: ”A Lampedusa si è parlato di zona franca e sono state dette le stesse cose raccontate anche a noi riguardo alle tasse, ai mutui. Agli amici di Lampedusa consiglio di continuare a pagare i mutui altrimenti si ritroveranno con interessi pesantissimi, come è successo agli aquilani”.

Salute e …peggio nun nisse.

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