Presidente Napolitano: dipende da te!

Diciamo al Presidente che questo è il test definitivo per la nostra democrazia: se non faremo in modo che queste nomine avvengano attraverso una procedura pubblica, questo episodio segnerà il crollo definitivo della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

Le chiediamo di rifiutarsi di firmare l’autorizzazione delle recenti nomine all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e al Garante per la Privacy. Queste nomine non sono basate né sull’indipendenza né sulla competenza, come invece previsto dalla legge. E’ il momento di proteggere la libertà d’informazione in Italia e liberare le nostre istituzioni pubbliche dal giogo soffocante dei partiti: contiamo su di lei per difendere la nostra Costituzione e la nostra democrazia.

Sul sito di Avaaz è richiesta la nostra firma per una petizione al Presidente della Repubblica per difendere la nostra democrazia.

Sono indignato… e dubito nel nostro Presidente.


Salute e …peggio nun nisse.

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INDIGNATO – n. 3

Senza nessuna sorpresa ieri Camera e Senato hanno nominato i componenti del Garante per la privacy e i componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. All’Agcom Montecitorio ha eletto Antonio Martuscello, indicato dal Pdl e Maurizio Decina, indicato dal Pd; all’Autorità garante per la Privacy sono risultati eletti Antonello Soro su indicazione del gruppo Pd e la leghista Giovanna Bianchi Clerici. Il Senato ha eletto Antonio Preto e Francesco Posteraro quali membri dell’Autorità per le comunicazioni; Augusta Iannini e Licia Califano sono invece i membri scelti dai senatori per l’Autorità per la privacy.

  Augusta Iannini è la moglie di Bruno Vespa!

Anche questa volta la logica lottizzatoria ha presieduto alla selezione dei componenti. La principale ragion d’essere delle Authority sta nel loro essere super partes, al servizio del Paese e della società civile. Il metodo seguito va in direzione opposta. Nessuna vergogna nello scegliere persone manifestamente inadatte e in conflitto di interessi.

Si sono levate proteste da una parte del Parlamento (Idv, Radicali e diverse voci fuori dal coro nei vari schieramenti), da fuori il Parlamento (Grillo e Vendola) e da volti noti della società civile (Roberto Saviano). Ora si fa appello al Presidente della Repubblica affinché non firmi il decreto di nomina che condannerebbe l’Italia a 7 anni molto difficili per l’Informazione e la libertà in Rete.

È arrivato il momento di finirla

Salute e …peggio nun nisse.

Recessione profonda

Secondo i dati del focus Fipe, l’associazione dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio, sui consumi delle famiglie per regione realizzato su dati Istat, tra il 2007 e il 2011 la spesa media annuale delle famiglie umbre è calata, al netto delle variazioni nel potere d’acquisto dovute all’inflazione, del 7%, pari in valore assoluto a circa duemila euro all’anno; il calo è anche superiore alla media nazionale.

Umbria
media italiana
spesa media annuale
– 7 %
– 6,1%
alimenti e bevande
– 7,1
– 6,7
abbigliamento e calzature
– 20,9
– 11,3
spese per l’abitazione (compresi combustibili ed energia)
– 2
– 0,4
arredamento
– 11,5
trasporti
– 5,2
comunicazioni
– 3,8
+ 3,5
istruzione
– 27,8
tempo libero, cultura e giochi
– 10,1
– 5,8
sanità
+ 10
sigarette e affini
+ 2,4
– 16,50

Questi dati sottolineano la vera emergenza italiana ed umbra, ovvero i consumi in recessione e lo sviluppo bloccato, accentuati, e non sicuramente attenuati, dai provvedimenti del Governo. Le istituzioni locali, nel momento in cui si accingono a prendere decisioni su tasse e tariffe, dovrebbero tenere conto che quello che serve sono provvedimenti che ridiano fiato al mercato e aprano uno spiraglio alla crescita (come ha sottolineato il presidente della Confcommercio della provincia di Perugia Giorgio Mencaroni).

Salute e …peggio nun nisse.

«Io voto»

Il 12 e il 13 giugno si voterà su quattro quesiti referendari. Si tratta di referendum abrogativi: si viene dunque chiamati ad abrogare (anche parzialmente) o confermare quattro normative, attualmente in vigore, che riguardano il nucleare, il legittimo impedimento e, due, sulla gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica, compresa l’acqua.

Quesito sul nucleare
Il titolo della scheda sul nucleare sarà «abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare».

Quesito sul legittimo impedimento
Si vuole abrogare la legge sul legittimo impedimento (cioè la possibilità per chi è impegnato in attività di governo, premier e ministri, di non comparire nelle aule di giustizia), dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità della legge da parte della Consulta del gennaio scorso.

Due quesiti sull’acqua
→ il primo, sulla «privatizzazione dell’acqua», riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica; → il secondo quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo ultimo caso si tratta di una abrogazione parziale della norma.

Anche questa volta il quorum è ad alto rischio: i sondaggi in mano ai partiti parlano di una cifra ancora inferiore al 50 per cento.
No ai partiti in campo: non può essere solo una questione politica. Acqua, aria e legalità non sono né di destra, né di centro, né di sinistra.
Il Garante per le Comunicazioni richiama ancora una volta la Rai per la scarsa visibilità mediatica data ai referendum: l’Agcom ha infatti giudicato largamente insufficiente l’informazione finora fornita agli utenti del servizio pubblico, “inadempiente” rispetto alle regole imposte sulla campagna referendaria dalla Commissione di Vigilanza Rai.

Ancora una volta Famiglia Cristiana lancia un attacco diretto al premier: «Berlusconi immaginava che la Cassazione avrebbe annullato questo referendum. Così non è stato. Un’altra sconfitta che si aggiunge alla disfatta elettorale delle amministrative». Secondo il settimanale cattolico è più che probabile la vittoria dei “si” per tutti e quattro i quesiti, ammesso che la consultazione popolare superi il quorum del 50% più uno dei chiamati alle urne: il che resta naturalmente da vedere.

Intanto la Germania dice addio al nucleare: le centrali verranno fermate tutte entro il 2022. Angela Merkel ha detto che servono vasti sforzi per promuovere le energie rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza e la revisione della rete elettrica.
«Ogni giorno di energia nucleare è uno di troppo».

Salute e …peggio nun nisse.

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