In fuga dal dentista

La crisi induce al risparmio in tutti i campi, anche su spese importanti, anche sulla salute. In effetti si è visto che oggi si ricorre al dentista soprattutto per le cure d’emergenza, estrazioni, carie, otturazioni o problemi dolorosi e non rinviabili; invece spesso si rinviano interventi di implantologia, più costosi.
E così quest’anno dentiere, protesi e impianti hanno registrato un calo del 40% rispetto solo a 3-4 anni fa.
Purtroppo questo fenomeno sta colpendo tutti, non solo le persone anziane che per prime si sono trovate di fronte al problema di far quadrare i conti.
Oltretutto in questo modo il risparmio è temporaneo, e gli effetti reali si vedranno fra qualche anno: se un intervento mirato e puntuale può consentire un approccio meno radicale e più conservativo, con il passare del tempo si rischia poi di dover per forza optare per lavori più importanti e costosi.

Salute e …peggio nun nisse.

Possibili situazioni di violenza

… É impressionante la ricostruzione che ha fatto il Corriere della Sera dell’incontro, giovedì notte, tra Berlusconi e vari ministri con Napolitano nel palazzo del Quirinale. L’idea di Berlusconi era che il presidente firmasse un decreto chiaramente incostituzionale di rinvio delle elezioni, ma questi si è categoricamente rifiutato di farlo.
Allora, racconta il quotidiano, il primo ministro si è comportato in maniera “brutale” con il capo dello Stato, ha ricordato che lui è l’unico leader votato dal popolo, gli ha detto che la sua firma è solo una pratica formale e ad ogni modo obbligatoria. Lo ha trattato insomma come un segretario, un semplice notaio, scrive Il Corriere.
Berlusconi ha alzato la voce, ci sono state grida, e anche Napolitano ha alzato il tono per replicare che se gli avessero inviato tale decreto lo avrebbe respinto invocando il conflitto di competenza davanti alla Corte Costituzionale. La collera di Berlusconi è cresciuta, e ha minacciato di portare le masse in strada, lanciando anatemi contro i formalismi e la burocrazia.

Dopo un’ora di discussioni accese, il primo ministro ha lasciato il palazzo e il suo ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha cominciato a cercare un compromesso: il decreto interpretativo.
Solo dopo che Napolitano aveva firmato il decreto perché a suo giudizio non presentava indizi di incostituzionalità, Berlusconi l’ha chiamato per chiedergli scusa.
Si sono perse per strada la coabitazione pacifica e forse il futuro del sistema democratico italiano. …

Da Italia Dall’Estero – …come ci vede la stampa estera

Articolo di Politica interna, pubblicato domenica 7 marzo 2010 in Spagna.
Il Popolo Viola allarga la sua protesta pacifica a tutta l’Italia

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Salute e …peggio nun nisse.

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