Il mercato degli schiavi

C’è tutte le mattine.

I mercati delle braccia a Roma e dintorni negli ultimi anni si sono moltiplicati e diffusi a macchia d’olio. Trattandosi di lavoro sommerso e, in molti casi, di clandestini, è difficile però fare una stima precisa di quante persone li frequentino.

I punti di ritrovo dove gli immigrati si mettono in vendita sono solitamente vicino ai depositi o alle rivendite di materiale edile, comodità per gli italiani che cercano un operaio per un giorno, quindi niente fatture, niente assicurazione, niente contributi e niente intermediari. La compravendita avviene infatti in modo diretto. In queste zone non ci sono caporali; quelli da Latina in giù.

Ci sono polacchi, pakistani, romeni, albanesi. C’è il fabbro, il giardiniere, il carpentiere, il pittore, il muratore. Ma ognuno di loro può inventarsi anche elettricista, idraulico, uomo delle pulizie, addetto a un trasloco. Hanno imparato a improvvisarsi in mille mestieri.
In piedi, con il volto rivolto alle macchine che passano, aspettano un padrone occasionale: una piccola impresa, più spesso un privato. Un lavoro di qualche giorno o poche ore. Per qualche banconota. L’operaio per un giorno costa almeno 40 euro.
É importante mettere subito in chiaro il tipo di lavoro e la paga, altrimenti si rischiano fregature. Dai loro racconti emergono tanti casi di soldi promessi e mai arrivati.

Un immigrato ha raccontato: “Un anno fa ho lavorato in un capannone in Umbria. Due giorni al freddo e al gelo sotto la neve. Aspetto ancora il denaro che mi devono. Provo a chiamare tutti i giorni quel numero di telefono. Ma non risponde mai nessuno”

Da un reportage di Chiara Ribichini per Sky

Salute e …peggio nun nisse.

La schiavitù in Italia

A Brescia dal 30 ottobre scorso quattro immigrati sono arrampicati su una gru, a 35 metri d’altezza, in segno di protesta per ottenere il permesso di soggiorno. Manifestazioni di solidarietà verso gli immigrati si sono svolte più volte, non sempre in modo pacifico.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, parlando a un convegno sulla sicurezza organizzato dalla Lega Nord in Comune a Milano ha detto: “Lo Stato non ha truffato nessuno. E noi non accettiamo ricatti. … Possono avere tutti i diritti che vogliono, ma fino a quando sarò io ministro non avranno il diritto di voto”.

In Italia la legge impedisce l’ingresso regolare e obbliga ad aggirare le norme

Ci sono tantissime persone che non sono regolari, che non hanno il permesso di soggiorno e che tuttavia lavorano a nero, come operai, saldatori, nei cantieri, ecc.
Siccome oggi è diventato reato essere clandestini, essere irregolari, il loro problema è che devono mettersi in regola.

Siccome abbiamo il cosiddetto decreto flussi, che è l’atto normativo con il quale il Governo stabilisce ogni anno quanti cittadini stranieri non comunitari possono entrare in Italia per motivi di lavoro e che non è stato mai aggiornato, questi extracomunitari non riescono ad inserirsi come lavoratori operai e allora l’unica strada aperta è quella per regolarizzare le badanti. Quindi molti di loro fanno domanda come se fossero badanti, perché in tal modo bloccano il processo che potrebbe portarli all’espulsione e quindi possono continuare a lavorare.
Molti hanno pagato, oltre che
500 € per la pratica, anche 5.000 – 7.000 – 8.000 € ai datori di lavoro, o ai ”caporali”.
Quelli che hanno fatto domanda vedono anche bloccati i loro documenti, per cui non possono tornare nel loro Paese a trovare i loro parenti, anche se ci fosse una situazione grave nella loro famiglia.
Inoltre secondo una circolare del Capo della Polizia Antonio Manganelli non può essere regolarizzato chi ha una condanna per non aver obbedito a un foglio di via.

In questo modo si è venuto a creare lo sfruttamento di persone che non sono regolari, che sono costretti a vivere nella clandestinità loro malgrado.
Secondo le cifre del Ministero degli Interni 50.000 persone sono senza il permesso di soggiorno pur avendo un lavoro.

É interesse che tali persone rimangano clandestine per essere ricattabili e sfruttate ad un lavoro nero sottopagato.
Lavorare alla luce del sole è un sogno o è un diritto? In Italia è un sogno avere il rispetto di un proprio diritto?

Si è già dimenticato che in passato anche gli italiani, intere generazioni di italiani, sono stati emigranti.

Salute e …peggio nun nisse.

Deduzioni logiche

Letizia Moratti, sindaco di Milano, durante il suo intervento al convegno in corso all’Università Cattolica ‘Per un’integrazione possibile’ ha affermato che “i clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono”.

Ai giornalisti che, al termine del suo intervento hanno chiesto chiarimenti, la Moratti ha risposto: “Io non ho detto che chi è clandestino è criminale…”

SOLO CHE CHI É CLANDESTINO NORMALMENTE É DELINQUENTE.

Salute e …peggio nun nisse.

L’Italia razzista

Il partito populista e anti-immigrati della Lega Nord dirige oggi 350 comuni e 14 provincie a nord del Po. Si è radicata metodicamente, con una parola d’ordine semplice ed efficace: il Nord prima di tutto e il rifiuto di tutto quello che verrebbe a minacciare la sua identità.


Migliaia di piccole imprese sono stanche di vedere le loro tasse “dilapidate” per aiutare i terroni; i dipendenti invece temono che gli immigrati vengano a prendere il loro lavoro.

I discorsi xenofobi costituiscono l’identità del partito: gli immigrati bisognerebbe “gettarli a mare; i minareti snaturano i bei paesaggi del Veneto”, o gli insulti al cardinale di Milano, a cui è stato dato del’”imam” perché predica l’accoglienza.

Es., Treviso:

– il vicesindaco leghista Giancarlo Gentilini ha ordinato “la pulizia etnica contro i culattoni” ed ha invocato “il linciaggio in piazza”.

– il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni ha detto: “cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non è ancora pronto” ed inoltre: “gli aiuti vanno dati prima di tutto ai nostri fratelli, e l’immigrato non è mio fratello, ha la pelle di colore diverso”.

– il consigliere comunale leghista della città capoluogo Pierantonio Fanton ha teorizzato che “gli immigrati sono animali da tenere in un ghetto chiuso con la sbarra e lasciare che si ammazzino tra loro”.

– un altro consigliere leghista, Giorgio Bettio, è sbottato tempo fa urlando che occorreva “usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino”.

La Lega ha capito prima di tutti che la fine delle ideologie e la crisi dello Stato centrale sarebbero sfociati nella territorializzazione del voto. É riuscita ad elaborare un discorso nel quale la sicurezza del territorio e la difesa delle tradizioni appaiono come un rifugio di fronte all’insicurezza del mondo.

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Il Presidente della Repubblica ha riferito di essere “preoccupato per la vittoria degli xenofobi in Olanda”.
Qualcuno lo avvisi che lo stesso programma del Partito della Libertà (Pvv) di Gert Wilders, dettaglio più dettaglio meno, ce l’ha la Lega, ed è al governo quasi ininterrottamente dal 1994, e proprio nel paese di cui lui è presidente…


Salute e …peggio nun nisse.

Che Stato è questo

NEI GHETTI D’ITALIA QUESTO NON È UN UOMO

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d’asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d’amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L’Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l’elemosina di un’attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all’ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra
-“A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

ADRIANO SOFRI


Salute e …peggio nun nisse.

Prepariamoci a ondate di immigrati nei prossimi mesi

Jacques Barrot, il vicepresidente della Commissione europea e commissario per Giustizia, Libertà e Sicurezza, ha detto che l’aggravarsi della crisi economica e i suoi primi effetti reali in Africa avranno un impatto diretto sulle categorie di popolazione più inclini all’immigrazione (uomini e donne in buona salute, giovani, relativamente istruiti ma senza prospettive a breve e medio termine); di conseguenza nei prossimi mesi si avrà un forte aumento dell’immigrazione clandestina alle frontiere meridionali dell’Unione europea, in particolare in Italia e a Malta. Anche se il flusso di immigrati clandestini per via marittima ha smesso oggi di essere un fenomeno estivo, è probabile che nei prossimi mesi la pressione aumenti in modo significativo.

Secondo Barrot serve maggiore solidarietà con i Paesi più esposti ai flussi migratori, in particolare Italia e Malta ma anche Spagna, Grecia e Cipro, sia per far fronte a queste sfide importanti, sia per garantire condizioni di accoglienza dignitose e umane a queste persone.

Salute e …peggio nun nisse.

Non denuncio i clandestini

L’Aula del Senato ha approvato l’emendamento della Lega al DDL sicurezza che elimina il divieto di denuncia da parte dei medici degli immigrati clandestini che vengono assistiti dal Servizio sanitario nazionale e dà loro la facoltà di effettuare la denuncia stessa.

Questa è una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione.

Francesca MartiniIl sottosegretario alla Salute Francesca Martini si è detta: “assolutamente soddisfatta, e certa che non vada contro scienza e coscienza del medico, perché non obbliga nessuno ma lascia decidere i camici bianchi, perché dietro ogni medico c’è anche un cittadino. …Credo che sia un dovere del Servizio Sanitario Nazionale impegnarsi per contrastare l’immigrazione clandestina.“.

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Come era logico aspettarsi, arrivano da ogni parte critiche all’emendamento leghista; la protesta è del tutto trasversale e non conosce barriere ideologiche o confessionali.
Il rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerà nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe favorire il realizzarsi di una sanità clandestina e illegale con conseguente pericolo sociale derivante da gravi carenze della profilassi igienico sanitaria.
Ma secondo Francesca Martini il controllo delle patologie infettive va attuato attraverso accordi internazionali, che coinvolgano anche i Paesi di provenienza…

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Salute e …peggio nun nisse.

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