Cresce la rabbia degli onesti…

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, durante l’apertura del Consiglio episcopale permanente ha detto che ”… l’immoralità e il malaffare … sono un motivo di rafforzata indignazione, che la classe politica continua a sottovalutare. Ed è motivo di disagio e di rabbia per gli onesti. …  Si parla di austerità e di tagli, eppure continuamente si scopre che ovunque si annidano cespiti di spesa assurdi e incontrollati. … L’ostilità sta crescendo fra la gente verso la politica… ”.

La presidente del Lazio Renata Polverini si dimette e accusa: “Comunico ciò che ho detto ieri a Napolitano e poi a Monti le mie dimissioni irrevocabili da presidente della Regione Lazio. La colpa è di un consiglio regionale non più degno. Questi signori li mando a casa io”. Ma le delibere dell’ufficio di presidenza che hanno aumentato a dismisura la disponibilità economica dei consiglieri mostrano che il governatore non poteva che esserne a conoscenza: a firmare era sempre il suo braccio destro Luca Fegatelli.

Il giorno dopo in cui è implosa la giunta Polverini, Silvio Berlusconi cerca di respingere l’etichetta di partito del malaffare, e avverte: muoviamoci, prima che ci spazzino via. “Noi non siamo un partito di ladri, le responsabilità sono dei singoli e riguardano” tutte le forze politiche.  Il Cavaliere nei ragionamenti privati ha sostenuto che i cittadini se la prenderanno con tutti i partiti, ci mangeranno vivi… Berlusconi è pronto perciò a voltare pagina: nuovo nome, nuovo simbolo, nuovo corso.
Tanto per continuare ad ingannare gli italiani!

Intanto in questo momento a Madrid migliaia di cittadini assediano il Parlamento.

Salute e …peggio nun nisse.

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La legge NON è uguale per tutti

Alcuni calciatori del Bologna (tra cui Marco Di Vaio, Viviano, Portanova, Mudingayi, Morleo, Adailton), e alcune mogli e fidanzate coinvolte, erano finiti indagati nell’inchiesta della Procura di Bologna sull’abuso di pass per handicap e per residenti in centro.
La Procura si trovò i nomi dei rossoblù per il coinvolgimento di Marilena Molinari, una donna disabile da anni al servizio di numerosi giocatori del Bologna: al permesso «H» della donna risultarono collegate le targhe dei calciatori.
Per tutti c’è stata l’archiviazione definitiva!
Il procuratore aggiunto Giovannini, nella richiesta poi accolta dal gip Alberto Ziroldi, ha giustificato i calciatori perché sono fuori dal mondo, cioè «nel nostro Paese i “moderni gladiatori” e cioè i calciatori vivono in una sorta di bolla immateriale che, salvo rare eccezioni, li mantiene avulsi dal quotidiano, al limite dell’incapacità di badare agli affari correnti di natura burocratica, che affaticano invece ogni persona che non pratica, ad alti livelli, l’arte pedatoria».

Ma non vige la regola che la legge non ammette ignoranza?
Tutti gli italiani dovrebbero conoscere la legislazione del loro Stato e non possono giustificarsi, davanti a un giudice, dicendo: «Ma io non lo sapevo». La legge è legge e va rispettata.

Ma come disse Giovanni Giolitti: «Per i cittadini le leggi si applicano, per gli amici si interpretano, per alcuni si eludono».

Salute e …peggio nun nisse.

Antipolitica

Un recente sondaggio di Swg dà il Movimento 5 stelle al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme; ed oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. Nichi Vendola ha affermato: «Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese». E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo… Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti».

Antipolitica? Non può essere più sopportato questo andazzo e questo malcostume. In Italia la politica è fatta da disonesti nulla-facenti che rubano soldi a chi deve lavorare per vivere.

Da un’inchiesta di L’Espresso da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera; D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura; Tremonti ha il due per cento di presenze; Alfano salta nove sedute su dieci; La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

Vogliamo fare un confronto tra le retribuzioni dei parlamentari e gli stipendi degli elettori? Un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per andare in pensione ai cittadini viene chiesto di lavorare 42 anni, ai parlamentari ne bastano cinque. E incassano già a 60 anni, sei in meno dei comuni mortali.

La crisi imperversa ma le sovvenzioni facili e gli sprechi pubblici continuano a correre. Con regioni, province e comuni che spendono per le iniziative più strampalate e inutili. Denaro pubblico che viene dilapidato per soddisfare i sollazzi delle clientele elettorali e accrescere la fortuna degli eletti. Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente.

Le reazioni dei parlamentari a chi chiede una classe politica un po’ più sobria è nauseante: Dodicimila euro al mese? Sì, ma «abbiamo tante spese, il mutuo, i figli, le cene per la rielezione». E poi «per fare i parlamentari serve decoro», «mica possono mandarci nudi per strada», «faccio pure la spesa alla Coop».

Salute e …peggio nun nisse.

L’Italia dei referendum

Oltre 26 milioni 800 mila italiani, pari a circa il 57% si sono recati alle urne, rendendo ininfluente l’affluenza all’estero e toccando il quorum che non veniva raggiunto da 15 anni. I “sì” ai quattro quesiti referendari hanno ottenuto una vittoria schiacciante: in media tutti intorno al 95%. Si tratta di una vittoria trasversale di tutti i cittadini, soprattutto dei giovani e delle future generazioni. Gli italiani vogliono l’acqua come bene pubblico, la legge uguale per tutti e al nucleare preferiscono le energie sicure e rinnovabili. Hanno vinto tutti gli italiani e ha vinto il futuro del Paese.


REFERENDUM N.1 su modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica – Abrogazione.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.876.193, percentuale 57,04%

Voti                                                %
————————————————-
SI                    25.411.102          95,8
NO                    1.102.869           4,2
BIANCHE           261.697           1,0
NULLE               100.128           0,4

REFERENDUM N.2 su determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito – Abrogazione parziale di norma.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.880.782, percentuale 57,05%

Voti                                                %
————————————————-
SI                 25.609.682           96,3
NO                     979.538             3,7
BIANCHE        202.742             0,8
NULLE               88.568             0,3

REFERENDUM N.3 su abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.862.995, percentuale 57,01%.

Voti                                             %
————————————————-
SI                25.180.252          94,8
NO                1.394.562            5,2
BIANCHE       196.038           0,7
NULLE              91.852            0,3

REFERENDUM N.4 su abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte costituzionale.
Elettori 47.117.456. Votanti 26.858.978, percentuale 57,00%.

Voti                                                %
————————————————-
SI                  25.220.804          95,2
NO                  1.285.487             4,8
BIANCHE        249.682             0,9
NULLE             102.699             0,4

Salute e …peggio nun nisse.

Manifestazione nazionale a Roma


Si ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune

Manifestazione nazionale della Fiom e della Cgil, che hanno organizzato due cortei che partiranno da piazza della Repubblica e piazzale dei Partigiani e, attraverso il centro cittadino di Roma, si riuniranno in piazza San Giovanni, dove il leader della Fiom Maurizio Landini prima, e quello della Cgil Guglielmo Epifani poi, terranno i comizi conclusivi.

La Fiom scende in piazza per “i diritti, la democrazia, la legalità, il lavoro e il contratto nazionale”. E accanto a lei sfilano migliaia di cittadini convinti della necessità di respingere l’attacco su più fronti che sta colpendo il lavoro, bene comune che deve tornare elemento centrale nella società e nella politica.

Per gli organizzatori attese oltre 500mila persone; per la Questura i partecipanti saranno meno di 80.000 ;-). Previsti inoltre gravi incidenti da piccoli gruppi, nei quali si infiltreranno anche gruppetti stranieri, che andranno a spaccare vetri, etc.

Salute e …peggio nun nisse.

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