La paura della fatica

Una lattina di soda, di cola o un succo di frutta contengono fino a 250 calorie, pari a 16 cucchiaini di zucchero. Per smaltirla ci vogliono 50 minuti di corsa o 8 chilometri di camminata.
I ricercatori della Johns Hopkins University Blooomberg school di Baltimora hanno pubblicato sull’American journal of public health uno studio dove il 40% dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni, informati di quanto avrebbero dovuto muoversi per “consumare” tutte le calorie contenute nelle bevande zuccherate che stavano per comprare, ha rinunciato a comprarsele. In quei supermercati le vendite delle bevande dolci sono calate del 54% mentre, contemporaneamente, gli acquisti dell’acqua minerale sono aumentate del 3%.

In pratica, per modificare le cattive abitudini alimentari degli adolescenti, un nuovo punto strategico potrà essere la paura della “fatica”.

Salute e …peggio nun nisse.

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Chi mangia piano sarà più sano

Alcuni studi suggeriscono che mangiando più lentamente si possa mangiare quantità di cibo e di calorie inferiori, aiutando così a prevenire l’obesità.
La relazione tra la velocità nel mangiare e l’assunzione di energia non è ancora ben chiara. Si sa comunque che ci vogliono circa 20 minuti per registrare il senso di sazietà, perciò si rischia di mangiare troppo quando si mangia velocemente.

Uno studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE ha rilevato che i commensali che mangiano velocemente possono influenzare il ritmo del loro compagno di pranzo, fino al punto da dare morsi allo stesso tempo come loro.

In uno studio si è visto che uomini invitati a scegliere donne come amiche o come possibili partner romantiche, sceglievano come partner romantiche quelle che mangiavano piccoli pasti rispetto a quelle che mangiavano pasti più grandi.

Mangiare masticando lentamente non può che far bene, sia per il totale godimento del gusto dei cibi, sia per il miglioramento della digestione (a parte poi essere scelti come partner romantici)…

Salute e …peggio nun nisse.

Curiosità riguardo il sesso

Queste curiosità sono prese da un sito americano.

  • I maschi tra i 18 e 30 anni pensano al sesso mediamente ogni 52 secondi.

  • É stato stimato che ci sono circa 556 rapporti sessuali ogni secondo nel mondo.

  • Secondo il National Center for Health Statistics, le donne di età compresa tra 20 e 59 anni hanno circa quattro partner sessuali durante la loro vita, mentre gli uomini ne hanno circa sette.

  • Il maggior numero di persone sotto i 40 anni fa sesso settimanalmente.

  • Se un presidente facesse una proposta per far sesso ad una donna, il 12% ha detto che lo farebbe.

  • Il 40% degli studenti universitari conosce qualcuno che è stato a letto con un docente o un assistente.

  • Durante una attività di ‘sesso forte’ vengono bruciate circa 200 calorie, che equivale a correre 15 minuti su un tapis roulant.

  • Giugno è il mese più comune per gli americani di perdere la loro verginità.

  • Miami batte le altre città degli Stati Uniti per i rapporti sessuali più lunghi: 35 minuti. Phoenix, Chicago e Denver hanno la più breve: 26 minuti.

  • Il 35% degli under-35 ha dichiarato di utilizzare Facebook o Twitter dopo il sesso. Gli uomini hanno il doppio delle probabilità di inviare gli aggiornamenti post-coito.

  • Il 48% degli inglesi si addormentano durante il sesso. [NDR: sembra inverosimile; io non ci credo!]

  • Il 3% delle donne pianifica i lavori domestici durante il sesso.

  • I piedi freddi possono essere (letteralmente) la causa della mancanza dell’orgasmo. In uno studio britannico, l’80% delle coppie che indossava calze durante il rapporto è stato in grado di raggiungere l’orgasmo, rispetto al 50% senza calze che non lo hanno raggiunto.

  • Si stima che 1.100.000 uomini e 800.000 donne di età compresa tra 25-45 anni negli Stati Uniti non hanno mai avuto rapporti sessuali.

Salute e …peggio nun nisse.

No all’acquolina in bocca

Una ricerca condotta da Anita Jansen, ricercatrice al Dipartimento di Psicologia Clinica dell’università di Maastricht, pubblicata sulla rivista Psychotherapy and Psychosomatics, ha dimostrato che se si vuol stare a dieta occorre non farsi venire l’acquolina in bocca.


La capacità di non reagire di fronte alle tentazioni si affina con il tempo ed è il risultato di una sorta di circolo virtuoso che si instaura grazie alla forza di volontà di chi riesce a stare a dieta, per davvero. Chi si impegna e riesce ad osservare il regime alimentare prescelto ogni giorno, innesca meccanismi biologici automatici che portano a diminuire o addirittura azzerare la salivazione anche in presenza di tentazioni irresistibili.
Avere poca acquolina in bocca di fronte a cibi calorici significa riuscire a trattenersi più a lungo e meglio dal mangiarli.

Salute e …peggio nun nisse.

Dormire bene fa bene

Secondo uno studio pubblicato su American journal of clinical nutrition se non si dorme abbastanza si rischia di mangiare di più: rispetto a chi ha dormito otto ore, i soggetti con sole 4 ore di sonno hanno introdotto il 22% in più calorie, il giorno dopo la restrizione, e sono arrivati con più fame al momento della prima colazione e della cena.

Secondo gli autori misurazioni del dispendio energetico a lungo termine, aiuteranno a chiarire se la mancanza di sonno può essere considerata un fattore di rischio dell’obesità.

Buona notte…

Salute e …peggio nun nisse.

Attività fisica e controllo ponderale

É stato pubblicato su JAMA uno studio su 34.000 donne americane, seguite per 13 anni e suddivise in base al dispendio energetico. Al termine del periodo di osservazione è stato registrato che 20-30 minuti al giorno di attività fisica raccomandati dalle linee guida sono sufficienti a ridurre il rischio cardiovascolare, ma non sono sufficienti per il controllo ponderale in assenza di restrizione calorica. Nei soggetti normopeso 60 minuti al giorno di movimento sono efficaci per mantenere il peso forma, mentre nei soggetti obesi il controllo ponderale richiede necessariamente anche una restrizione dell’apporto calorico con la dieta.

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Alla ricerca della forma perduta

La Coldiretti ha stimato che durante le feste gli italiani si sono appesantiti in media di un paio di chili: ognuno ha assunto circa 15-20.000 kilocalorie in più per aver consumato maggiormente cibi calorici, abbinati agli alcolici ed alla rinuncia ad alimenti come frutta e verdura.
Ed allora via con una dieta e un po’ di movimento per tornare in forma.


Per impostare un corretto regime alimentare bisogna sapere innanzitutto di quante calorie necessita il nostro corpo per mantenere il Bilancio Calorico, ovvero quello stato in cui le calorie introdotte sono uguali a quelle spese (mantenimento del peso corporeo attuale).
Il fabbisogno calorico di un individuo dipende dall’età, dal sesso, dalla taglia, dallo stile di vita, soprattutto dalla quantità di attività fisica, dalla struttura corporea e da fattori ereditari.
Una stima del Fabbisogno Calorico Giornaliero può essere fatta sommando le calorie utilizzate da tre fattori:
1. Metabolismo basale ->
è facilmente calcolabile con l’equazione di Harris-Benedict e varia in relazione al sesso:
– MASCHI:  66,473 + (13,7516 x peso in kg) + (5,0033 x altezza in cm) – (età x 6,755)
– FEMMINE: 655,095 + (9,563 x peso in kg) + (1,8496 x altezza in cm) – (età x 4,6756)
2. Effetto termico dei cibi (cioè la quantità di energia che il corpo necessita per digerire il cibo; stimabile nel 10 % delle calorie introdotte)
3. Attività fisica/esercizio fisico (ogni movimento, ogni contrazione muscolare richiede energia. Esistono varie tabelle che riportano l’energia richiesta per svolgere le diverse attività fisiche).

Se si vuole evitare di calcolare le calorie consumate durante le attività della giornata, si può avere una stima del Fabbisogno Calorico Giornaliero moltiplicando il Metabolismo Basale per un coefficiente:
1,4 se la persona svolge un lavoro sedentario e non pratica regolare esercizio fisico
1,6 se la persona svolge un lavoro con moderata attività fisica e compie esercizio fisico almeno 3 gg alla settimana
1,8 se la persona svolge un lavoro faticoso e pratica regolarmente esercizio fisico.

Per la maggior parte delle persone il sistema migliore per dimagrire consiste nel combinare:
– una modesta riduzione dell’apporto calorico giornaliero attraverso la dieta alimentare (300-800 kcal);
– incremento dell’attività fisica e/o dell’esercizio fisico, soprattutto aerobico.

L’energia giornaliera deve essere apportata dai principi nutritivi contenuti negli alimenti ed essere mediamente così suddivisa:
– proteine: il 10-20 % delle Kcal totali.
– lipidi: il 15-30 % (di cui 8-10 % da grassi saturi).
– carboidrati: il 55-65 %, preferibilmente sotto forma di carboidrati complessi; gli zuccheri semplici non dovrebbero superare il valore del 10 %.

Per perdere peso la dieta deve essere necessariamente ipocalorica (introduciamo meno calorie rispetto al fabbisogno).

Mediamente, per smaltire un 1 kg di tessuto adiposo dobbiamo bruciare 7.700 kcal.

Per esempio: se volessi perdere 3 Kg dovrei bruciare 23.100 Kcal (7.700 x 3); potrei ricorrere alla combinazione di una riduzione dell’apporto calorico giornaliero (- 400 calorie al giorno) ed ad un incremento dell’esercizio fisico giornaliero (- 370 calorie al giorno): in tal modo, impiegherei 30 giorni (23.100/770) per perdere 3 Kg.

Occorre ricordare che ci sono dei fenomeni che contribuiscono a modificare il metabolismo di una persona:
– il primo è un Meccanismo di Difesa, che il nostro organismo mette in moto quando si è in regime dietetico a basso contenuto calorico; in questo caso il metabolismo viene ridotto per farci consumare meno.
– il secondo è un Meccanismo di Adattamento: se un soggetto scarsamente allenato compie una corsa tende ad innalzare il suo metabolismo; se si allena diverse volte a compiere la stessa corsa, tenderà a bruciare meno a parità di distanza e intensità.

La dieta non deve essere considerata solo un mezzo per dimagrire. Dobbiamo vederla, piuttosto, come un’occasione per imparare a mangiare nel modo giusto per tutta la vita.
Ciò che premia nelle diete così come nell’esercizio fisico è la costanza e la tenacia.
Talvolta, possono essere necessari diversi mesi per perdere determinati kg di peso in eccesso. Perciò necessita tanta pazienza.

In presenza di uno dei seguenti elementi è consigliabile consultare un medico prima di iniziare una dieta dimagrante:
· Peso superiore di 10 kg al normale
· Siete stati in soprappeso per la maggior parte della vostra vita
· Siete in gravidanza
· Siete una bambina o una adolescente
· Presenza di ipertensione, diabete, colesterolo alto, disturbi emozionali
· Siete intenzionati a ricorrere a anoressanti o altri farmaci
· A dieta già in corso, comparsa di sintomi quali nausea, depressione, dolori toracici.

Salute e …peggio nun nisse.

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