Dai tubi della decenza

Le mutande sono un capo d’abbigliamento (sia maschile che femminile) da indossare a contatto con le parti intime. Hanno forme diverse a seconda che siano maschili o femminili. Le donne utilizzano più tipi di mutande (che, in generale, nella loro versione femminile vengono chiamate “mutandine”, indipendentemente dalle effettive dimensioni e dal modello): lo slip, il tanga, il perizoma, la brasiliana (una via di mezzo tra slip e perizoma), la culotte.
Le mutande femminili entrarono nell’uso comune piuttosto tardi. All’inizio dell’Ottocento, diventarono, pur fra molte resistenze, parte della biancheria femminile. Il modello era formato da lunghe brache tubolari accuratamente nascoste. Era vietato pure nominarle e le si chiamava tubi della decenza.
Sebbene questo indumento sia generalmente considerato necessario sia per gli uomini che per le donne, non tutti portano le mutande. In particolare le donne di spettacolo preferiscono talvolta rinunciarvi specie sotto certi abiti da sera, per evitare che l’intimo risulti visibile.

Salute e …peggio nun nisse.

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Viscidamente ossequioso come al solito

Draquila – L’italia che trema” è un’inchiesta sul campo che va a rintracciare le voci “fuori dal coro” dei terremotati d’Abruzzo.

A Sandro Bondi, ministro della Cultura, non è piaciuto.
Non è piaciuto a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, che ha spiegato durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi che “ognuno deve tutelare la propria dignità, i propri funzionari” e secondo lui “
portandolo a Cannes l’Italia non farà una bella figura”.
Non è piaciuto neanche a Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, anche se non ha visto il film ed ha annunciato alla trasmissione L’ultima parola, che si riserva di vedere Draquila (!) e di dare mandato all’avvocatura dello Stato per eventuali danni che il film possa arrecare all’immagine dell’Italia.

Bondi ha deciso di non partecipare al festival di Cannes esprimendo “rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo italiano”.

Per Luigi De Magistris dell’Italia dei valori, “a offendere la verità e il popolo italiano non sono né l’arte né l’informazione, ma un ministro che invece di comportarsi come tale, onorando gli impegni istituzionali a cui è chiamato per via del ruolo che riveste, preferisce recitare la parte del fedele servitore del premier disertando il Festival di Cannes”.

Per Jack Lang ex-ministro della cultura francese ed attuale “emissario speciale” del presidente Nicolas Sarkozy la decisione di Bondi di non andare a Cannes è sintomo di una “strana concezione della libertà”.

Per Marco Bellocchio quello di Bondi è “un forfait sconcertante. Se almeno avesse visto la pellicola di Sabina Guzzanti la reazione sarebbe più motivata, più responsabile, invece…” (!)


Salute e …peggio nun nisse.

La ministruncola Michela Vittoria Brambilla

La ministra italiana del Turismo Michela Vittoria Brambilla è “seriamente preoccupata” per il turismo sessuale: si “affligge” perché il fenomeno riguarda “tre milioni di bambini nel mondo, di paesi del Sudamerica come Cuba, Brasile e Repubblica Dominicana”…

Per un cubano intelligente sarebbe perdere tempo inutilmente spiegare alla Brambilla che gli adolescenti dell’isola di Cuba impiegano il loro tempo in materie più edificanti di cui parlano con elogio istituzioni come l’UNESCO, e che si applicano pesanti sanzioni a quelli che osano procurarsi “diversivi” oltraggiando i minori.

La Brambilla non ha menzionato l’Italia, ma volendo vedere la pagliuzza nell’occhio altrui non si è resa conto della trave nel suo: basta leggere con chiarezza i report della ONG Save the Children, uno dei quali (del 2008) informa che centinaia di bambini e adolescenti di ambo i sessi, provenienti maggiormente da Nigeria e Romania, ma anche da altri posti (in particolare Albania), soffrono in territorio italiano varie forme di abuso, da quello sessuale fino ai lavori forzati e all’espianto degli organi vitali.
I dati di Save the Children riferiscono che tra il 2000 e il 2007, circa 54.599 minori sono stati vittime della tratta illegale.

Secondo il quotidiano inglese The Guardian, nel nord del paese, nell’area compresa tra Padova e Venezia, si calcola che esiste un 20% di prostitute minorenni, rispetto al 5% nel resto delle altre città italiane.

Luis Luque Álvarez conclude il suo articolo esortando la Brambilla: “Andiamo, si tolga la pagliuzza, ministruncola…!


Tratto dall’articolo La pagliuzza della Brambilla

pubblicato sabato 11 luglio 2009 in Cuba.

Dal sito web ITALIA DALL’ESTERO

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Salute e …peggio nun nisse.

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