Succede in Italia

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Si è svolta la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina all’Olimpico di Roma… grazie all’assenso del capo ultras del Napoli Gennaro De Tommaso, detto “Genny ‘a carogna”, che tra l’altro sarebbe il figlio di Ciro De Tommaso, ritenuto affiliato al clan camorristico del rione Sanità dei Misso.

Prima della partita tra Napoli e Fiorentina erano avvenuti gravi incidenti, al limite della follia: un ultras della Roma aveva provocato i supporter partenopei, poi vistosi circondato ha sparato contro di loro quattro colpi di arma da fuoco, ferendone tre, uno in modo gravissimo.

La curva partenopea inizialmente era contraria a giocare la partita. Ma poi è intervenuto “Genny ‘a carogna” che con ampi gesti ha dapprima chiesto il ritorno della calma in curva da cui erano state lanciate alcune bombe carta, e poi ha dato l’assenso all’inizio della partita.

Occorre precisare che il questore di Roma Massimo Mazza ha detto che “non c’è stata alcuna trattativa con gli ultras del Napoli.”…

Inoltre, tanto per completare il disgusto, sul davanti della maglietta nera di Gennaro risaltava la scritta ”Speziale libero”, in riferimento ad Antonino Speziale, l’ultrà del Catania che sta scontando otto anni per l’omicidio (preterintenzionale) dell’ispettore di polizia Filippo Raciti avvenuto per gli incidenti al di fuori dello stadio di Catania il 2 febbraio del 2007.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha giustamente detto: “E’ imbarazzante la reiterazione di quello che avviene negli stadi, situazioni in fotocopia di quanto è accaduto anni fa. Significa che o non si è fatto nulla o lo si è fatto male”.

Salute e …peggio nun nisse.

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Proteste anche in Brasile

In Brasile si è svolta la più grande protesta degli ultimi venti anni.
La scintilla che l’ha innescata è stato l’aumento del prezzo dei trasporti pubblici e il denaro speso dal governo federale per organizzare la Confederation’s Cup e, l’anno prossimo, i Mondiali di calcio.
Oltre duecentomila persone, soprattutto giovani, hanno invaso le strade delle principali città, la metà delle quali a Rio de Janeiro, dove sono stati incendiati cassonetti e auto in sosta e sono state lanciate bombe carta contro la polizia che, intervenuta in assetto antisommossa, ha risposto sparando candelotti di gas lacrimogeno e pallottole di gomma.

Il Brasile, sesta potenza economica al mondo, dopo anni di crescita economica e sociale, inizia a fare i conti con un’economia stagnante e con l’inflazione in aumento, specie sulle derrate alimentari. Il malcontento interessa sempre più anche la sanità e l’istruzione traballanti e i servizi che lasciano a desiderare.


Ad alimentare la tensione poi le dichiarazioni del presidente della Fifa, Joseph Blatter, che contro la protesta della popolazione brasiliana ha detto: “Il calcio è più importante dell’insoddisfazione della gente”.

 

Salute e …peggio nun nisse.

Echi dei violenti scontri di Genova

Il sindaco di Genova Marta Vincenzi a proposito degli scontri che si sono verificati in occasione della partita Italia-Serbia, ha detto: ”Per conto mio questa è una responsabilità soprattutto del ministro Maroni. Il fatto che non si riesca a mettere in atto una prevenzione che impedisca a 400 persone di mettere a fuoco una città, questo qualcuno me lo deve spiegare. Mi domando se non era possibile non far arrivare questi delinquenti dentro la città. La mia domanda si sposta: non metto in discussione l’operato delle Forze dell’Ordine locali, che ho visto poi anche allo stadio e alle quali più di così non si poteva chiedere. Il problema è stato a monte”.

Il segretario della federcalcio serba accusa che “è tutta colpa dell’Italia. … organizzazione catastrofica, avevamo avvisato sulla possibilità di incidenti ma non abbiamo avuto risposta”.
In effetti sembra essere stata disastrosa la questura di Genova nella gestione della prevenzione: incidenti nel pomeriggio, poi gli ultrà serbi che sono entrati a Marassi con coltelli, bombe carta, tronchesine, eccetera. Di tutto è stato fatto passare. Dove erano finiti i filtraggi? Come è possibile una simile disorganizzazione?

Secondo la Uefa è responsabile la federazione che organizza l’evento (l’articolo 4 del regolamento disciplinare Uefa recita infatti: ”l’associazione ospitante è responsabile dell’ordine e della sicurezza, prima, durante e dopo la gara. L’associazione ospitante può essere chiamata a rispondere per incidenti di ogni tipo e potrebbe essere oggetto di misure disciplinari.”); quindi responsabile è la federazione italiana, e se gli scontri sono potuti accadere, e soprattutto se è stato concesso ad Ivan e compagni di far entrare armamenti da guerra sugli spalti, la colpa è solo dell’Italia.
Pertanto è arrivata puntuale anche la stoccata del presidente della Fifa, Sepp Blatter: “Se Italia-Serbia fosse stata ospitata in uno stadio inglese, non sarebbe mai accaduto quello che si è visto ieri sera a Genova”. Ma le critiche del presidente Fifa non fanno più notizia.
Blatter quando tratta temi italiani, dovrebbe avere sempre il buon gusto di chiedere prima scusa per non avere premiato gli azzurri campioni del mondo nel 2006 e per avere pubblicamente affermato che la squadra di Lippi non meritava di vincere il titolo mondiale.

Salute e …peggio nun nisse.

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