Un Pronto Soccorso un po’ distante…

Alcuni giorni fa un albanese di 20 anni, residente a Siena, ha riferito di essere stato ferito con tre colpi di pistola alle gambe, durante una discussione in un bar nei pressi di Durazzo. Volendo essere curato in Italia, ha noleggiato un’ambulanza privata che lo ha condotto dall’ospedale albanese fino all’ospedale di Perugia, passando per la frontiera marittima di Bari.

Effettivamente gli avevano parlato di efficienza, professionalità e cortesia da parte del personale del nosocomio perugino…

Salute e …peggio nun nisse.

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Forza Napoli (da juventino!)

Mi unisco all’indignazione dei tifosi del Napoli per il servizio del Tgr Piemonte realizzato all’esterno dello Juventus Stadium con i tifosi bianconeri, poco prima che si disputasse Juve-Napoli sabato scorso. Il servizio realizzato da Giampiero Amandola contiene apprezzamenti irrispettosi, se non addirittura razzisti, nei confronti dei tifosi napoletani: già colpevole di non aver disapprovato gli “apprezzamenti” di alcuni tifosi bianconeri, l’autore del servizio ha addirittura detto: “I napoletani, poi, li distinguete dalla puzza, con molta signorilità”.

Anche il sito di supporters bianconeri, Canale Juve, si è dissociato da queste volgarità.

La Rai si scusa…

Ma, al di là di tutto, ha senso andare a raccogliere gli umori di qualche persona all’esterno di uno stadio di calcio e mostrare una sequela di fesserie da bar dello sport?

Salute e …peggio nun nisse.

Pump up the volume

Uno studio scientifico francese, dell’università della Bretagna del Sud, nel 2008 aveva analizzato il numero di consumazioni a seconda del volume nel locale. Era stato riscontrato che a 72 decibel i clienti ordinavano in media 2,6 drink e impiegavano 14,5 minuti per finirne uno; alzando gli altoparlanti a 88 decibel percepiti dall’orecchio, i drink diventavano 3,4 e i minuti per finirne uno scendevano a 11,5.
Lo sanno benissimo a New York, dove i volumi dei locali di Manhattan negli ultimi tempi sono sempre sopra ai 90 decibel, ben oltre i livelli registrati nella stessa città per esempio su un treno per pendolari (84 decibel in media).
Più il volume sale e più invoglia a consumare. Ma è stato anche visto che più è alto il ritmo della musica, più si ingurgita il cibo velocemente.
Una ricerca del 1985 citata dal Times della Fairfeld University del Connecticut aveva dimostrato che aumentando il ritmo delle canzoni ascoltate anche solo di mezzo punto, i clienti finivano i loro piatti più velocemente.
Tutta la nostra comprensione per i dipendenti di questi bar e negozi, che sono esposti senza alcuna protezione alle proprie orecchie, anche per 8-10 ore di seguito ai bassi e alle melodie ad altissimo volume.


Salute e …peggio nun nisse.

Diventare vegetariano?

Gli animali hanno molto in comune con gli uomini. Anche loro soffrono, si divertono, provano sentimenti ed emozioni. Anche loro vogliono vivere, essere liberi e non soffrire. É ridicola l’idea che l’uomo sia superiore alle bestie e che per questo ha il diritto di sfruttarle e di ucciderle a piacimento. Il modo in cui gli uomini allevano gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un modesto esempio della crudeltà umana.
La barbarie dell’uomo si può dedurre anche da questi numeri:

In Italia, per il consumo alimentare, vengono uccisi ogni anno circa 700 milioni di animali terrestri e miliardi di animali acquatici. In Europa si calcolano circa 4 miliardi di polli uccisi, 360 milioni tra maiali, bovini e ovini-caprini, e oltre 330 milioni di pulcini vengono triturati perché maschi e non in grado di produrre uova.
La grandezza della gabbia delle galline ovaiole è di soli 20 centimetri. La vita massima dalla gallina è di 2 anni; poi diventano carne di seconda scelta. Sono 10-15 i polli in allevamento intensivo per metro quadro. Nella loro breve vita, i polli passano immobili sui loro escrementi 30 giorni su 40. Nel 2008 in Italia sono stati macellati mezzo miliardo di polli e tacchini.
In Italia ogni anno le mucche sono costrette a produrre 11 milioni di tonnellate di latte. Senza mamma i vitelli non devono succhiare il latte, che va ai consumatori, e sono nutriti con preparati in polvere. La vita media di una mucca da latte industriale è di 7 anni, contro i 40 anni che vivrebbe in natura. La durata della vita dei vitelli all’ingrasso è di 6 mesi. I bovini devono muoversi il meno possibile: più energie salvano, più ingrassano e meno consumano. Nel 2008 in Italia sono stati macellati 3,8 milioni di bovini.
La vita della scrofa in allevamento è di 2 anni, quando in natura ne vivrebbero fino a 18. Meno di un mese l’età dai maialini sottratti alla madri. Viene effettuata (senza anestesia) la castrazione dei maialini, perché la maturità sessuale conferisce cattivi odori alla carni. In una mattinata vengono uccisi 1000 maiali. Ogni anno muore 1 milione di maiali durante il trasporto al macello.
Sono 80 milioni di tonnellate gli animali acquatici destinati al consumo umano ogni giorno. Il 50% dei pesci in commercio proviene dall’acquacoltura, cioè da un allevamento intensivo. La maggior parte dei pesci che arriva in commercio muore per asfissia e muta agonia. La fine delle aragoste e dei crostacei è di bollire vivi.

Se ogni italiano mangiasse vegetariano un giorno alla settimana per un anno, risparmieremmo la vita a 12 milioni di animali. Pesci esclusi.

Ho letto che evitare il consumo di carne, pesce e degli altri prodotti animali è facile. Non credo sia proprio così semplice diventare vegetariano. Forse ci riuscirò con gradualità. Il mondo vegetale ci offre migliaia di alimenti, ricchi e gustosi. Seguirò i consigli che ho letto su http://www.cambiamenu.it/:

  1. Analizza ciò che mangi.

  2. Fai una lista dei piatti che consumi abitualmente.

  3. Identifica tra questi i cibi vegetariani che già consumi e considerali come punti da cui partire.

  4. Programma di consumare un pasto vegetariano diverse volte alla settimana.

  5. Aggiungi più piatti vegetariani rivisitando le tue ricette preferite. Impara a conoscere il tofu e il seitan, il latte, lo yogurt e i budini di soia o riso, e a valorizzare la cucina italiana a base di cereali e legumi.

  6. Amplia le scelte cercando ricette nei libri di cucina o su internet.

  7. Individua i piatti vegetariani da mangiare fuori casa e i cibi reperibili nei bar, ristoranti e supermarket.

  8. Analizza la tua nuova alimentazione e valuta se i pasti comprendono una buona varietà di cereali integrali, legumi e prodotti a base di soia, verdura e frutta. Tutti i giorni. Se non è così, cerca di equilibrare il menu.

La varietà è la migliore garanzia che la tua alimentazione è sana. Concentrati sugli aspetti positivi del cambio, piuttosto che sul rimpianto dei cibi che decidi di eliminare: il passaggio alle nuove abitudini a tavola sarà più facile!

Salute e …peggio nun nisse.

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