Tutti sempre più stupidi

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Secondo uno studio condotto da Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica in Norvegia e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, stiamo diventando tutti sempre meno intelligenti.
A partire dagli anni ’70 i punteggi dei test di Quoziente Intellettivo (QI) sono risultati sempre più bassi, rilevando una tendenza a perdere in media 7 punti per ogni generazione.
I ricercatori hanno analizzato i test di 730.000 giovani uomini durante l’ingresso nel servizio militare norvegese, dal 1970 al 2009, scoprendo che i valori stanno calando ad ogni generazione. Ricerche precedenti avevano mostrato che nel corso dell’ultimo secolo il QI era in crescita, un fenomeno conosciuto come effetto Flynn, probabilmente grazie ad un insieme di fattori, come miglioramenti nell’alimentazione e nella salute, educazione e altri.
Questo fenomeno potrebbe essere dovuto, oltre che a fattori ambientali, anche a cambiamenti nello stile di vita e nei sistemi educativi, insieme alla tendenza dei bambini di oggi a leggere poco e passare molto tempo con i videogiochi.

Salute e …peggio nun nisse.

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Attratti dal mondo virtuale


Secondo una ricerca britannica condotta da Opinion Research per conto di Halifax Digital Home Index gli adolescenti di oggi sono sempre più attratti dal mondo virtuale e sempre più lontani da quello reale, per l’uso eccessivo di telefonini e tablet e in generale dei nuovi dispositivi elettronici.
L’indagine ha rilevato che due terzi dei ragazzi tra i 7 e i 17 anni possono usare dispositivi elettronici a letto e un terzo dei bambini sotto dei 9 anni controlla i messaggi più volte all’ora. Il 40% dei bambini invia messaggi anche quando deve dire qualcosa a un membro della famiglia che si trova nella stessa casa. Ma anche la maggioranza degli adulti comunica attraverso messaggi con altre persone che si trovano nello stesso edificio.

Sono i genitori che non esercitano nessun tipo di controllo sui figli, e spesso forniscono l’esempio negativo: uno su quattro si porta telefonino e tablet a letto e uno su dieci persino in bagno, mentre sette su dieci confessano di iniziare la giornata lavorativa controllando email e social network.

È stato calcolato che un bambino che nasce oggi, a sette anni avrà già passato un anno intero (considerando giorni di 24 ore) davanti a uno schermo, piccolo o grande che sia; a 80 anni ne avrà impiegati 18 (un quarto della vita) a inviare email, foto e messaggi non legati alla propria attività lavorativa.

L’uso assiduo dei dispositivi elettronici secondo gli esperti rischia di fare crescere bambini incapaci di avere veri rapporti umani.

Salute e …peggio nun nisse.

Wolrd sleep day

Oggi si celebra la Giornata mondiale del sonno, promossa dal World Sleep Day Committee dell’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno, e vuole ridurre i disturbi del sonno attraverso la cultura della prevenzione.

I disturbi del sonno costituiscono un problema globale che mette a rischio la qualità di vita per almeno il 45% della popolazione mondiale, colpendo in maniera sempre maggiore anche gli anziani e i bambini.
Gli italiani che soffrono di problemi del sonno sono circa 12 milioni.
I disturbi del sonno più frequenti sono: l’insonnia, i disturbi di movimento (gambe senza riposo, disturbi comportamentali in REM), e i disturbi respiratori durante il sonno (grave russamento ed apnee ostruttive). Anche lo stress ha un impatto molto forte sulla qualità del sonno.
Circa il 23% degli incidenti stradali è causato da sonnolenza.
Si stima che un terzo delle persone dorma troppo poco, molto meno delle 7-9 ore al giorno consigliate dagli specialisti. Colpa delle preoccupazioni per il lavoro che c’è e per quello che non c’è, di un eccesso di stimoli, di abitudini sbagliate, dei rumori, della cultura della fretta. Dovremmo dormire un minimo di sette ore per notte.
Una ricerca svolta dall’Università del Surrey in Inghilterra ha rilevato che basta un’ora di sonno in più o in meno per cambiare la qualità della vita e anche le prospettive di salute delle persone. Una deprivazione leggera di sonno sembra sufficiente per incidere su processi infiammatori, risposte immunitarie, reazioni allo stress, metabolismo cellulare, e dunque sul rischio di sviluppare malattie, che vanno dal diabete al cancro. Dormendo meno di sei ore per notte la situazione peggiora. È stato dimostrato che un’ora di sonno in più per sei settimane basta a far scendere drasticamente la pressione sanguigna negli ipertesi.

La World Association of Sleep Medicine (WASM) per avere un buon sonno consiglia di respirare bene, avere un sonno riposante e un corpo sano. Viene sottolineata l’importanza della durata, ma anche la continuità e la profondità del sonno per svegliarsi al mattino riposati e vigili.

Se dalle ore di sonno dipendono salute, efficienza, creatività, memoria, stabilità emotiva, allora dormire bene non è tempo sprecato, è un impegno che vale la pena di assumersi.

Salute e …peggio nun nisse.

Tutto bene quando il bambino si sente accolto e ascoltato

La via più efficace per far sì che i bambini imparino le regole di una corretta alimentazione e siano più invogliati a mangiare correttamente è quando l’approccio con il cibo è legato a esperienze sociali e didattiche positive e gradevoli: in pratica sedersi a tavola insieme e in allegria.

Infatti secondo una ricerca condotta dall’Università Bicocca di Milano più del metodo prescrittivo (‘la frutta fa bene’) o di un approccio terroristico e colpevolizzante (‘se mangi un certo alimento diventi obeso’), i metodi pedagogici e comunicativi ‘indiretti’ sono i più adatti per modificare le abitudini alimentari negli adulti e nei bambini, perché veicoli di esperienze positive e gradevoli. Di fondamentale importanza la convivialità e il momento del pasto, il sedersi a tavola a parlare, coinvolgere adulti e bambini nella preparazione del cibo.

Salute e …peggio nun nisse.

Differenze di genere

Secondo un sondaggio dell’Eurodap, l’Associazione europea per i disturbi da attacchi di panico, il 90% delle donne condanna aspramente ogni forma di violenza sulle donne stesse, mentre tra gli uomini la percentuale scende al 70%; per gli uomini, per di più, in molti casi potrebbe essere la donna ad avere scatenato la violenza.
Solo il 50% pensa che per i bambini vivere in un ambiente conflittuale potrebbe danneggiare la salute psichica del minore.
Sette uomini su dieci considerano il tradimento di una donna più grave del tradimento dell’uomo; ma anche 4 donne su 10 ritengono il tradimento femminile più grave di quello maschile.
Inoltre sia gli uomini che le donne credono che le faccende di casa siano un dovere solo delle donne e non un dovere di coppia.

In conclusione in Italia sia gli uomini sia le donne pensano ancora che alcuni comportamenti siano leciti solo al mondo femminile o solo a quello maschile.
È ancora radicata purtroppo una ingiustificata differenza di genere…

Salute e …peggio nun nisse.

La crisi economica impedisce una vita in salute

È stato pubblicato recentemente il rapporto Review of social determinants and the health divide in the WHO European Region, redatto dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), che rivela che la crisi economica ha portato a un grave aumento delle disuguaglianze nello stato di salute sia tra i diversi paesi del continente europeo sia all’interno dei singoli paesi.

Dal rapporto emerge con evidenza che la salute è fortemente correlata alle condizioni di vita e di lavoro, condizioni che si riflettono in particolare sullo stato di salute dei più piccoli.
Nei paesi dell’Est i livelli di povertà infantile sono rimasti costanti; ma anche nei paesi occidentali ci sono alti tassi di povertà infantile, che variano dal 10 al 33 per cento.

Secondo Michael Marmot, dell’University College di Londra, l’istituzione che ha curato il coordinamento della ricerca, “la disoccupazione ed in particolare i livelli persistentemente elevati di disoccupazione giovanile sono un dato estremamente preoccupante per la salute pubblica: dato che il livello economico-sociale appare all’incirca inversamente proporzionale alle speranze di vita e ancor più agli anni di vita in buona salute, un’intera generazione di persone costrette alla precarietà economica fa prevedere, a media-lunga scadenza, un pesante peggioramento della situazione sanitaria”.
I governanti che si preoccupano per la salute della popolazione dovrebbero fare attenzione all’impatto delle loro politiche sulla vita delle persone, e soprattutto all’impatto sulle disuguaglianze. La disuguaglianza nella salute uccide. È socialmente ingiusta, inutile ed evitabile, e viola il diritto umano alla salute.

Salute e …peggio nun nisse.

Quattro umbri su dieci sono in sovrappeso

In Umbria il 34% degli adulti tra i 18 e i 69 anni risulta in sovrappeso e l’11% obeso: tra le cause un’alimentazione scorretta ed una vita troppo sedentaria.
L’Azienda USL 1 dell’Umbria ha dato alcuni utili consigli per scongiurare infarti e trombosi: un ruolo di primaria importanza nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione e obesità è svolto dall’attività fisica praticata regolarmente.
Purtroppo la metà degli adulti è troppo pigra e dedita alla vita sedentaria. La sedentarietà cresce con l’età, è più diffusa tra le donne, tra le persone con basso livello di istruzione e con maggiori difficoltà economiche.

La Regione Umbria promuove l’attività fisica attraverso i Piedibus e i Gruppi di cammino e il ‘Parco Attivo’ del nuovo Grocco, e promuove corrette abitudini alimentari. Tali interventi prevedono il coinvolgimento di scuola e comuni, ma anche dei pediatri e dei medici di medicina generale. Sono previsti inoltre interventi di valutazione e orientamento nutrizionale per mense scolastiche e residenze protette ed assistenziali.

Il Piedibus è un progetto nato in Danimarca negli anni 1990 con lo scopo di promuovere l’esercizio fisico nei bambini. È ormai diffuso nel Nord Europa e negli Stati Uniti d’America, mentre lo è meno in Italia, ma in rapida evoluzione.
Si tratta di una mobilità alternativa con fermate predefinite e segnalate da appositi cartelli, accompagnatori capofila ecc., dedicata principalmente agli scolari per raggiungere la scuola a piedi, per educare ad una cultura ambientale e salutistica.
Il progetto è nato con lo specifico scopo di combattere il crescente fenomeno dell’obesità infantile, ma si è rivelato utile anche per promuovere la socializzazione e l’autostima dei bambini e cosa non secondaria ridurre il traffico veicolare nei pressi delle scuole. In pratica, i bambini, anziché prendere l’autobus o lo scuolabus, alla fermata si aggregano ad una comitiva guidata da alcuni addetti fino a scuola, e viceversa al ritorno a casa.
Il Piedibus è organizzato come un vero autobus, con linee, fermate, orari, autista, controllore e regolamento: “trasporta” i bambini dalla fermata più vicina a casa fino a scuola in modo sicuro, ecologico e salutare.
L’organizzazione dei Piedibus è curata da comuni, ASL, scuole o associazioni ed è generalmente affidata a volontari che assicurano il servizio.

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Storica visita del Papa ad Assisi

Ieri Papa Francesco ha fatto la sua prima visita ad Assisi, compiendo un vero e proprio pellegrinaggio dalle 7,25 alle 19. I fedeli si erano sistemati ovunque lungo il percorso per poter vedere il Pontefice, che a bordo della papamobile ha abbracciato e baciato diversi bambini piccoli, incontrati lungo il tragitto.

Sul sagrato antistante la basilica di Santa Maria Maggiore di Assisi Papa Francesco ha celebrato la messa con 50 mila fedeli. Nell’omelia della messa ha detto:

“San Francesco viene associato alla pace. La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi prende su di sé il suo giogo, cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo con mitezza e umiltà di cuore”.
Nell’omelia il Pontefice ha citato il Cantico delle Creature di San Francesco: “Altissimo, onnipotente, bon Signore… Laudato sie… cum tutte le tue creature… Così inizia il Cantico di san Francesco. L’amore per tutta la creazione, per la sua armonia. Il Santo d’Assisi testimonia il rispetto per tutto ciò che Dio ha creato e che l’uomo è chiamato a custodire e proteggere, ma soprattutto testimonia il rispetto e l’amore per ogni essere umano”.

Papa Francesco ha invocato che “in questo nostro mondo ci sia armonia e pace! Cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l’odio ceda il posto all’amore, l’offesa al perdono e la discordia all’unione”.

Salute e …peggio nun nisse.

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