Un esempio per i giovani

Malala Yusafzai è una ragazza quindicenne pakistana che il 9 ottobre scorso è stata gravemente ferita alla testa dai Talebani per aver difeso il diritto delle bambine di andare a scuola.
Trasportata al Queen Elizabeth Hospital di Birmingham ha subito una complicata operazione per la ricostruzione del cranio, con l’applicazione di una placca in titanio e l’innesto di un impianto per ricostruire l’udito e la vista.
Le prime parole di Malala dopo l’intervento sono state: “Mi sento bene sono contenta per il successo dell’intervento. … Dio mi ha dato una seconda vita, voglio essere utile alle persone. Mi batto perché ogni bambino, ogni bambina riceva un’istruzione. Per questo abbiamo organizzato una raccolta fondi a mio nome”.

A Malala, divenuta un simbolo internazionale della lotta per i diritti delle donne, hanno reso omaggio molte istituzioni, tra cui l’Unesco. Il pubblico di euronews, l’ha scelta, in un sondaggio online, come personaggio dell’anno 2012.

Salute e …peggio nun nisse.

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Contro le mutilazioni genitali femminili

Oggi è la Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che tra i 100 e i 140 milioni di ragazze e donne sono state sottoposte alla mutilazione dei genitali e 2 milioni sono le mutilazioni genitali che vengono effettuate ogni anno. È una pratica che viene abitualmente svolta su bambine di età compresa tra i 4 ed i 14 anni, ma in alcuni paesi anche entro l’anno di vita. La mutilazione consiste nell’incisione e nell’asportazione del clitoride, delle piccole labbra, e di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, a cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale. Queste mutilazioni in genere vengono praticate con mezzi di fortuna e con il rischio di emorragia, shock, ritenzione urinaria, infezioni; ma non sono pochi i casi di morte. Gli esiti tardivi, invece, possono essere malattie infettive, cheloidi, dismenorrea, stenosi, danni psicologici permanenti. La donna mutilata non prova piacere durante l’atto sessuale, e rimane relegata in una condizione di sottomissione ad un uomo. Queste pratiche sono diffuse soprattutto nel Corno d’Africa, in Egitto, Sudan e Mali; in Europa sono perseguibili dalla legge; in Italia, nonostante si è puniti con la reclusione fino a 12 anni, si stima che siano circa 8 le ragazzine che ogni giorno vengono sottoposte a questo tipo di mutilazione.

Sarebbe auspicabile che ciascuno Stato membro dell’EU firmi e ratifichi la Convenzione del Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica.

Salute e …peggio nun nisse.

Contro ogni tipo di violenza sulle donne

Nel 1999 l’Onu ha proclamato il 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel mondo 140 milioni di bambine e donne hanno subito qualche forma di violenza; ogni anno vengono stuprate 150 milioni di bambine.
In Italia una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima nella sua vita dell’aggressività di un uomo. Sei milioni 743 mila quelle che hanno subito violenza fisica e sessuale, secondo gli ultimi dati Istat. Negli ultimi 5 anni sono state uccise in Italia 651 donne, 127 nel solo 2010, ed è un dato probabilmente sottostimato.
In Umbria solo nel 2010 ben 433 donne si sono rivolte al Telefono Donna del Centro Pari Opportunità. Spesso gli autori di queste violenze sono mariti, parenti o amici. La violenza contro le donne ha molte facce: le uccisioni e gli stupri sono gli aspetti più drammatici delle violenze dentro e fuori le mura domestiche, nei luoghi di lavoro, per le strade. La violenza può essere fisica, sessuale, psicologica ed economica, la pura violazione dei diritti umani. La violenza è sofferenza e umiliazione. È la prima causa di morte tra le donne nel mondo.
Il Ministero per le Pari Opportunità ha attivato un numero telefonico, unico a livello nazionale, per rispondere alle domande di aiuto delle donne vittime di violenza. Il numero è attivo tutti i giorni, festivi compresi, 24 ore su 24, ed è disponibile in più lingue. Tutte le donne vittime di violenza possono telefonare al 1522 per chiedere aiuto, assistenza e informazioni utili sulle soluzioni presenti sul territorio di residenza. Il servizio di ascolto avviene nel pieno anonimato, non si devono quindi fornire dati personali.

 

Salute e …peggio nun nisse.

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