Colpiti tutti i giovani, colpiti tutti gli italiani


Questa mattina a Brindisi vicino all’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone” è stato fatto esplodere un ordigno che ha provocato la morte di una studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, e il ferimento di altri ragazzi: Veronica Capodieci, in gravissime condizioni, tre giovani con ustioni su tutto il corpo, due delle quali in gravi condizioni (una probabilmente perderà gli arti inferiori), e altre cinque persone colpite in maniera meno grave. Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola.
Grande sgomento non solo a Brindisi ma in tutta Italia, dove in diverse città sono stati organizzati cortei e fiaccolate per ricordare la vittima dell’esplosione.
Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha annunciato che proclamerà due giorni di lutto cittadino, domenica 20 e lunedì 21.
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha detto che colpendo “la scuola di Brindisi sono state colpite tutte le scuole d’Italia”.

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Dirimere tutti i dubbi

Sul Corriere della Sera on line di ieri viene riportato che sono state affidate alla Digos le indagini dell’agguato di cui avrebbe potuto restare vittima il direttore di «Libero» Belpietro.
Alle 22.30 dell’altro ieri è stato ricostruito il racconto del presunto attentato per ripercorrere, secondo dopo secondo, i fotogrammi del fallito agguato: troppi i punti poco chiari nel racconto dell’agente scelto Alessandro N. (nessun testimone, telecamere che non hanno inquadrato il fuggitivo, nessuna impronta rilevata).
É pertanto doveroso che i magistrati vogliano approfondire. Sembra che tra i poliziotti circoli uno strano convincimento: che l’agente di tutela del direttore di «Libero» si sia inventato tutto.

Salute e …peggio nun nisse.

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