Manganellate ed ombrellate

Oggi gli operai della ex Thyssen, la fabbrica di acciaio del gruppo Ast (Acciai speciali Terni) hanno sfilato per la città di Terni per richiamare l’attenzione sulla situazione dell’acciaieria umbra. Volevano occupare per pochi minuti pacificamente e simbolicamente la stazione ferroviaria.
Ci sono stati però tafferugli poco prima dell’ingresso in stazione, e due persone hanno riportato lievi contusioni: uno è il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che è rimasto ferito alla testa.
Il sindaco manifestava con gli operai e stava in prima fila per fare in modo che non ci fossero incidenti. Secondo l’assessore allo Sviluppo economico, Sandro Piermatti, che era vicino al sindaco al momento dei tafferugli, i lavoratori erano a mani alzate, ma è partito l’ordine di manganellare, senza ragioni evidenti.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in serata ha detto che ancora una volta la Polizia ha svolto regolarmente il suo compito di tutela dell’ordine pubblico e dei cittadini, e che sarebbe stato un uomo con un ombrello e non un agente di polizia a colpire e ferire alla testa il sindaco di Terni, come un video mostrerebbe.

Per sindaco Leopoldo Di Girolamo “è incontrovertibile che ci sia stata una gestione non adeguata dell’ordine pubblico. Un problema politico indipendentemente da chi mi ha colpito. … Non ho visto il video … Io comunque le manganellate le ho viste”.

Salute e …peggio nun nisse.

Al peggio non c’è mai fine

Antonio Piazza, presidente dell’Aler di Lecco (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale) e facente parte del direttivo provinciale del Pdl, alcuni giorni fa aveva parcheggiato la propria auto, una Jaguar, nel posto riservato ai portatori di handicap di fronte all’ufficio; così i vigili chiamati dall’automobilista a cui aveva sottratto il parcheggio lo avevano multato.
Il Piazza, dopo che  i vigili si erano allontanati, si è vendicato tagliando le gomme della macchina dell’uomo che aveva segnalato l’infrazione.
Però non ha tenuto in conto le telecamere della zona che hanno ripreso tutta la scena. È stato quindi indotto dai suoi superiori a rassegnare le dimissioni dal direttivo provinciale.

Il Piazza ha dichiarato: “Le mie dimissioni non sono assolutamente giuste. Non le ho certo date volontariamente. Il mio comportamento è sempre stato improntato alla massima correttezza nel ruolo che ho svolto fino a oggi nell’azienda lombarda per l’edilizia residenziale. Spero che l’assessore lombardo nelle prossime ore le respinga”.
Successivamente, tentando di giustificarsi, ha aggiunto: “Ho sbagliato, ma c’è chi fa peggio ed è ancora sulla poltrona”.

Salute e …peggio nun nisse.

La solita bufala

Senza ulteriori parole….

Salute e …peggio nun nisse.

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