Le onorevoli ferie

Ieri pomeriggio a Montecitorio il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto si sarebbe rivolto al ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda che era intento a discutere il calendario dei lavori nei mesi estivi, dicendo (fonte «Agenzia Dire»): “Io ve lo dico: se ci volete far stare qui fino al 12-13 di agosto, sono problemi vostri… io ci starò, perché tanto ho le vacanze a due ore da qui, ma non ci sarà nessun altro. A quel punto ve la dovrete trovare voi una maggioranza: in bocca al lupo…”.

È logicamente salita la tensione a Montecitorio, ma soprattutto sul web, dove questa esternazione è stata chiamata «La perla di Cicchitto».
Anche Pier Luigi Bersani si è detto preoccupato dell’ondata di antipolitica, ma è intervenuto ricordando che “c’è un limite a tutto. Abbiamo tutti una famiglia che ha diritto di stare due giorni con il padre o la madre”. (!)

Mentre molti italiani non sanno più cosa sono le ferie visto che hanno perso il lavoro, o sono in cassa integrazione, o mobilità, o precari, stride questa richiesta di vacanze da parte di coloro che hanno ridotto il Paese in queste condizioni. Abbiano il buon senso di lavorare quando è necessario e doveroso, risolvano la miriade di problemi che ci sono, senza rimandarli a settembre.

Poi gli va pure bene: a Montecitorio c’è l’aria condizionata.

Salute e …peggio nun nisse.

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Antipolitica

Un recente sondaggio di Swg dà il Movimento 5 stelle al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme; ed oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. Nichi Vendola ha affermato: «Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese». E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo… Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti».

Antipolitica? Non può essere più sopportato questo andazzo e questo malcostume. In Italia la politica è fatta da disonesti nulla-facenti che rubano soldi a chi deve lavorare per vivere.

Da un’inchiesta di L’Espresso da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera; D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura; Tremonti ha il due per cento di presenze; Alfano salta nove sedute su dieci; La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

Vogliamo fare un confronto tra le retribuzioni dei parlamentari e gli stipendi degli elettori? Un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per andare in pensione ai cittadini viene chiesto di lavorare 42 anni, ai parlamentari ne bastano cinque. E incassano già a 60 anni, sei in meno dei comuni mortali.

La crisi imperversa ma le sovvenzioni facili e gli sprechi pubblici continuano a correre. Con regioni, province e comuni che spendono per le iniziative più strampalate e inutili. Denaro pubblico che viene dilapidato per soddisfare i sollazzi delle clientele elettorali e accrescere la fortuna degli eletti. Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente.

Le reazioni dei parlamentari a chi chiede una classe politica un po’ più sobria è nauseante: Dodicimila euro al mese? Sì, ma «abbiamo tante spese, il mutuo, i figli, le cene per la rielezione». E poi «per fare i parlamentari serve decoro», «mica possono mandarci nudi per strada», «faccio pure la spesa alla Coop».

Salute e …peggio nun nisse.

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