L’aria sta cambiando…

Berlusconi, game over

Silvio Berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale a conclusione del processo per l’acquisizione dei diritti tv di Mediaset. Il tribunale di Milano ha anche deciso per l’ex premier l’interdizione dai pubblici uffici per tre anni e un versamento a titolo di provvisionale di 10 milioni di euro da parte degli imputati condannati, tra i quali Berlusconi, all’Agenzia delle Entrate.

Secondo la ricostruzione della Procura, il sistema organizzato dalla Fininvest negli anni Novanta per acquisire i diritti dei film americani era finalizzato a frodare il fisco: comprando i diritti non dalle major americane ma da una serie di intermediari e sotto-intermediari  ne gonfiava il prezzo aumentando le voci passive dei propri bilanci, con risparmi notevoli da un punto di vista dell’imposizione fiscale, riuscendo al tempo stesso a produrre fondi neri, per un valore che supererebbe i 270 milioni di euro. Soldi sottratti al fisco e agli altri azionisti della società, a solo beneficio della famiglia Berlusconi.

Non era andata così anche per Al Capone?

Naturalmente grande risalto sulla stampa mondiale, che dalla Bbc al Wall Street Journal, dal Financial Times alla Cnn pubblica la notizia in alto in prima pagina, nella fascia dedicata alle ‘urgentissime’.

Salute e …peggio nun nisse.

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Troppi italiani fanno i furbi

L’opinione pubblica e le forze politiche in Italia sono piuttosto divise sull’atteggiamento morale nei confronti dell’evasione fiscale.
Alcuni ritengono sia un male fisiologico o comunque giustificabile in qualche modo; altri paragonano l’evasione fiscale al furto.
Silvio Berlusconi dichiarò che “se c’è uno Stato che chiede un terzo di quanto guadagni allora la tassazione ti appare una cosa giusta. Ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po’ giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione”.

Sotto il profilo tecnico-giuridico può essere considerato “furto” solo l’appropriarsi in modo illecito di beni altrui, mentre le tasse non versate allo Stato non possono essere considerate un “furto”, poiché si tratta di denaro il quale, in assenza dell’evasore, non sarebbe mai stato prodotto: non è l’evasore a sottrarre denaro dell’Erario, ma è lo Stato a prelevare denaro di proprietà dei cittadini.

Tuttavia l’evasione fiscale è assimilabile a un furto dei cittadini onesti, costretti a pagare tasse più onerose perché lo Stato possa garantire beni e servizi pubblici necessari, che lo stesso evasore utilizzerà.

Secondo stime condotte dall’Istat e dall’Ufficio Studi dell’Agenzia delle Entrate, integrando dati amministrativi sulle dichiarazioni Irap con dati statistici sulla contabilità nazionale, l’evasione fiscale in Italia raggiunge circa il 18% del PIL.

Il sito sociale www.evasori.info permette a chiunque di effettuare tali segnalazioni senza identificare né il segnalatore né l’evasore, ma raccogliendo dati su zone geografiche e categorie.

Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, concludendo il convegno biennale del Centro studi Confindustria ha affermato che “le tasse vanno abbassate. La situazione fiscale in Italia è molto problematica, c’è un’enorme evasione fiscale e chi paga le tasse ne paga una quantità insostenibile. … Serve abbassare le tasse su chi tiene in piedi il Paese: le imprese e i cittadini”.

Salute e …peggio nun nisse.

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