Disfunzioni sessuali mediatiche


Carlo Foresta, presidente della Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità (Siams), ha riferito che la fruizione di siti pornografici è in continua crescita nel nostro Paese, che è il 4° in Europa per consumo. A novembre 2010 sono stati contati 7,8 milioni di utenti (pari al 29% dei naviganti del web), di cui il 73% maschi, con un’impennata del 58% rispetto al 2005. Il 10% dei frequentatori di questi siti è minorenne, e il 4% ha meno di 13 anni.
Il giovane va su internet per curiosità, mentre l’adulto frequenta i siti porno per solitudine, una sessualità insoddisfacente o magari un’omosessualità latente.
Per chi frequenta siti porno e vive di quello virtuale il sesso reale appare meno interessante, potendo determinare problemi di erezione ed un dimezzamento del desiderio e della soddisfazione sessuale. Perché il sesso su internet appare molto più stimolante e interessante di quello reale, per il divario tra quanto possibile realizzare e quanto fantasticato, per l’appagamento totale di sesso mediatico da autoerotismo o per la saturazione da immagini.
Inoltre, secondo gli esperti, il 40% degli italiani svilupperebbe un’ansia da ‘superprestazione’, che sarebbe causa di performance non appaganti e a sua volta di un legame di coppia insoddisfacente.

Salute e …peggio nun nisse.

Per figli e madri

É stata pubblicata sulla rivista Psychological Science una ricerca condotta dal professor Jonathan Levav della Columbia University di New York che ha dimostrato come una carezza, un incoraggiamento, o una banale pacca sulla spalla dati da una donna possa bastare per rassicurare e incoraggiare ad affrontare i rischi. Nello studio gli uomini che avevano ricevuto un incitamento sotto forma di tocco femminile si sono dimostrati più propensi a rischiare.
Anche le donne mostrano maggior intraprendenza se aiutate da un abbraccio, ma anche in questo caso la stretta affettuosa deve arrivare da una donna.

Per il professor Levav questa sensazione di sicurezza, che porta l’uomo a divenire più intrepido nelle sue scelte, è un qualcosa che ci riporta alla prima infanzia, al legame anche fisico tra madre e figlio dei primi mesi di vita.

«I bimbi sono pronti a correre rischi ed esplorare contesti non familiari e situazioni nuove se incoraggiati dalla carezza materna»

Ed è un sano attaccamento alla madre, trampolino da cui partire per esplorare il mondo come veri avventurieri, a far scattare nell’uomo adulto la sensazione di sicurezza nel compiere scelte difficili.

Salute e …peggio nun nisse.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: