Teoria della doppia morale

In un filmato girato tra aprile e luglio del 2009 ma solo recentemente pubblicato su Repubblica e L’Espresso Berlusconi racconta a un gruppo di militari in Abruzzo una barzelletta sessista che si conclude con una bestemmia pronunciata da un uomo spaventato al vedere Rosy Bindi.


Naturalmente il filmato ha suscitato molte polemiche: sul suo sito web di Famiglia cristiana è uscito un editoriale intitolato ‘Un’offesa a tutti i cattolici’: “Per raccontare l’ennesima barzelletta volgare sulle donne, il cavalier Berlusconi si dà alla bestemmia. Il capo del Governo si concede ciò che non è permesso ai calciatori. É un politico intriso di sentimenti cattolici quando si tratta di chiedere voti ma sostanzialmente estraneo al sentire cattolico in ogni altro momento della vita quotidiana”.
L’Avvenire scrive che “su ogni uomo delle Istituzioni, su ogni ministro e a maggior ragione sul capo del governo grava, inesorabile, un più alto dovere di sobrietà e di rispetto. Per ciò che si rappresenta, per i sentimenti dei cittadini e per Colui che non va nominato invano”.

Berlusconi si è difeso dicendo che “averla raccontata, in privato, non è né un’offesa né un peccato. Il cattivo gusto e la responsabilità sono casomai di chi la pubblicizza. Mi spiace solo se qualcuno nella sua sensibilità si sia sentito turbato. Ma non ci credo. È soltanto un pretesto per attacchi strumentali e ipocriti”.

Come ha detto Rosy Bindi “grave è l’appello alla libertà di poter dire in privato ciò che si vuole. Si sta teorizzando la doppia morale… l’Italia tutto si può meritare fuorché un governo dalla doppia morale”.

Il ‘no’ alla bestemmia è un dovere assoluto per chiunque abbia fede, ma anche per chi non ce l’ha, perché non è mai lecito irridere i valori in cui altri credono.

Salute e …peggio nun nisse.

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Viscidamente ossequioso come al solito

Draquila – L’italia che trema” è un’inchiesta sul campo che va a rintracciare le voci “fuori dal coro” dei terremotati d’Abruzzo.

A Sandro Bondi, ministro della Cultura, non è piaciuto.
Non è piaciuto a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, che ha spiegato durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi che “ognuno deve tutelare la propria dignità, i propri funzionari” e secondo lui “
portandolo a Cannes l’Italia non farà una bella figura”.
Non è piaciuto neanche a Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, anche se non ha visto il film ed ha annunciato alla trasmissione L’ultima parola, che si riserva di vedere Draquila (!) e di dare mandato all’avvocatura dello Stato per eventuali danni che il film possa arrecare all’immagine dell’Italia.

Bondi ha deciso di non partecipare al festival di Cannes esprimendo “rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo italiano”.

Per Luigi De Magistris dell’Italia dei valori, “a offendere la verità e il popolo italiano non sono né l’arte né l’informazione, ma un ministro che invece di comportarsi come tale, onorando gli impegni istituzionali a cui è chiamato per via del ruolo che riveste, preferisce recitare la parte del fedele servitore del premier disertando il Festival di Cannes”.

Per Jack Lang ex-ministro della cultura francese ed attuale “emissario speciale” del presidente Nicolas Sarkozy la decisione di Bondi di non andare a Cannes è sintomo di una “strana concezione della libertà”.

Per Marco Bellocchio quello di Bondi è “un forfait sconcertante. Se almeno avesse visto la pellicola di Sabina Guzzanti la reazione sarebbe più motivata, più responsabile, invece…” (!)


Salute e …peggio nun nisse.

L’italia che trema

Draquila – L’italia che trema” di Sabina Guzzanti è un film fuori concorso a Cannes che farà sicuramente discutere, e forse si spera riflettere. È un documentario che cerca di far luce su alcuni retroscena della ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. È un duro atto d’accusa nei confronti del Governo e della Protezione Civile, che getta un’ombra su quanto accadde dopo quella terribile notte e parla apertamente di speculazioni.

Da quando i politici sono diventati barzellettieri, i comici hanno il dovere morale e l’autorevolezza per parlare di politica o addirittura di fare politica. Così Sabina Guzzanti prova a ragionare sulla prevenzione mancata, sulle vite condannate, sulle speculazioni, sui finanziamenti illeciti, sulla sistematica messa in discussione dei principi di trasparenza e legalità che sono alla base di una socialità democratica.

La Guzzanti elabora tre proprie convinzioni:
1. per Berlusconi, il terremoto è stata un’occasione straordinaria per riprendersi da una situazione personale spinosa;
2. più che in altri casi, la Protezione civile e “i poteri speciali all’uomo speciale” Guido Bertolaso hanno dimostrato di essere il braccio operativo del presidente del Consiglio, grazie a normative straordinarie e ad una sinistra desolante e desolata come la tenda abbandonata del Pd;
3. i cittadini aquilani non son mai stati consultati sul destino proprio e della propria città, con una ricostruzione in barba alla sua storia e alla sua cultura.
Sono stati intervistati terremotati riconoscenti prodighi di lodi per Berlusconi, e terremotati esasperati che sfilano con gli striscioni “Vergogna”.
Nel film alcuni momenti sono profondamente toccanti, come le luci rimaste accese nel centro della città fantasma dalla notte del terremoto, i cumuli di macerie che aprono e chiudono il film, lo smarrimento disperato delle persone. Crea sdegno e rabbia essere informati della proibizione ai cittadini nei campi-tenda di bere alcol, caffè e persino Coca Cola (“per non essere eccitati”), il divieto di assemblea pubblica nelle tendopoli, l’ingresso vietato in certi campi profughi, la dichiarazione che i destinatari delle casette di legno hanno dovuto firmare l’impegno a riconsegnare la fornitura domestica in buono stato e a non piantare neppure un chiodo sulle pareti, l’ammissione a cerimonie o visite ufficiali soltanto ai giornalisti autorizzati dalla presidenza del Consiglio.

“Trema l’Italia. Per i privilegi di pochi, per le leggi ad personam, per l’appropriazione indebita dei fondi pubblici, per la corruzione, per le caste, per i servizi negati ai cittadini, per la speculazione edilizia. Trema e si sgretola lentamente. Non restare a guardare. Dai una scossa al cambiamento. Il diritto di espressione è il cemento della democrazia.” (dal sito ufficiale del film)

Salute e …peggio nun nisse.

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