Emergenza nell’emergenza

Dopo cinque giorni di lockdown totale in India, con il quale si voleva ottenere la chiusura di ogni attività e chiedere a un miliardo e trecento milioni di persone di chiudersi in casa e mantenere le distanze uno dall’altro, si è ottenuto tutto il contrario.

Centinaia di migliaia di lavoratori giornalieri, che in tutto il Paese si erano trasferiti nelle città dai loro villaggi o aree rurali e che improvvisamente ritrovatisi disperati, da quando da un giorno all’altro hanno perso il lavoro senza altra possibilità di sostentamento, si sono ammassati lungo le strade, alle frontiere, o nei dintorni delle stazioni ferroviarie o degli autobus, nel tentativo di tornare al loro stato d’origine.
A causa del blocco totale di tutti i mezzi di trasporto l’unico modo di tornare a casa è a piedi, a volte percorrendo anche centinaia di chilometri. Un tentativo, purtroppo, senza speranza.
Il governo centrale ha detto che spetta a ciascuno Stato assicurare che le frontiere restino chiuse e che nessuno le oltrepassi.
Purtroppo una bomba socio-economica è destinata a scoppiare insieme a quella sanitaria.


Salute e …peggio nun nisse.

Grazie Albania

L’Albania ha inviato 30 medici e infermieri in aiuto ai colleghi impegnati nella lotta al coronavirus in Italia.
Il premier albanese Edi Rama, salutandoli all’aeroporto di Tirana, ha detto: “… E’ vero che tutti sono rinchiusi nelle loro frontiere, e paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri, ma forse esattamente perché noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà. L’Italia è casa nostra da quando i nostri fratelli e sorelle ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci quando l’Albania bruciava di dolori immensi.

Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero…”.

Un bellissimo gesto di solidarietà e di grande cuore, ancora più commovente se si considera che l’Albania ha un’estensione territoriale poco più grande della Sicilia e che continua a misurarsi con difficoltà economiche e sociali.
È inoltre una lezione morale alla “vecchia Europa” e per tutti…


Salute e …peggio nun nisse.

Perché le misure di isolamento sociale

Un grafico, che non si basa sui numeri reali di questa epidemia ma su curve modello per il tipo di infezione, pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Disease, disegna l’andamento dell’epidemia di Covid-19 in due condizioni: senza misure di contenimento del contagio e con le misure di contenimento.
Il grafico in sostanza mostra l’efficacia delle misure di isolamento sociale sul contenimento dell’epidemia.
La linea rossa tratteggiata sul grafico, indica la capacità di risposta dei sistemi sanitari nazionali e cioè la disponibilità di posti letto (soprattutto nelle terapie intensive, che in Italia sono circa 5mila) e di personale sanitario.
Se il virus fosse lasciato libero di circolare, senza che prendessimo nessuna precauzione [prima curva], il virus Sars-Cov-2 si diffonderebbe molto velocemente contagiando in poco tempo un grandissimo numero di persone. Se contemporaneamente tantissime persone avessero bisogno di assistenza medica, il sistema sanitario non ce la farebbe ad assistere tutti (finirebbero i posti letto, non ci sarebbero operatori sufficienti a prendersi cura dei pazienti) e ci sarebbero potenzialmente più morti.
Invece in presenza di misure efficaci di contenimento dell’infezione [seconda curva], il numero di contagi si distribuisce su un arco di tempo più lungo e non si arriva alla saturazione del SSN, per cui chi si ammalerà avrà maggiori chance di essere curato al meglio.

Da Wired.it


Salute e …peggio nun nisse.

#IORESTOACASA

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sull’intero territorio nazionale.


Tra le misure previste sono sospese le attività di bar, pub, ristoranti. Chiusura dei parrucchieri e centri estetici. Resteranno aperti alimentari, benzinai, edicole e tabaccai oltre a farmacie e parafarmacie, ottici ed altri eservizi commerciali per generi di prima necessità come quelli per la cura degli animali, banche, poste e uffici pubblici.

Confermate tutte le misure restrittive del Dpcm del 9 marzo, definito #Iorestoacasa che limita gli spostamenti delle persone, blocca le manifestazioni sportive, sospende in tutto il Paese l’attività didattica nelle scuole e nelle università.


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COVID-19


La situazione in Umbria, dati aggiornati alla mezzanotte del 12 marzo:

– 76 persone risultano positive al virus Covid-19
    – 47 nella provincia di Perugia
    – 29 in quella di Terni
    – 2 sono i guariti
    – 1 paziente è deceduto
– sono ricoverati in 21
    – 12 nell’ospedale di Perugia
    – 9 nell’Ospedale di Terni
– 10 sono in terapia intensiva
    – 6 nell’ospedale di Perugia
    – 4 nell’ospedale di Terni
– gli altri nei reparti di malattie infettive
– Le persone in osservazione sono 1556
    – 1080 sono nella provincia di Perugia
    – 476 in quella di Terni
– 295 soggetti risultano usciti dall’isolamento
– 175 nella provincia di Perugia
– 120 in quella di Terni
– Nel complesso entro le ore 24 del 12 marzo, sono stati eseguiti 578 tamponi

Dal sito della Regione Umbria


Sul territorio nazionale, al momento 14.955 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 17.660 i casi totali. Sono 1.439 le persone guarite. I deceduti sono 1.266

Dal sito della Protezione Civile


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CORONAVIRUS: L’OMS DICHIARA LA PANDEMIA

“Un nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie”.
Questa è la definizione di pandemia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute.
E questo ufficialmente è da ora il nuovo Coronavirus: non più un’epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma diffusa in tutto il pianeta, dato che i contagi sono diffusi in ogni continente a eccezione dell’Antartide.

I Paesi colpiti sono 114 su un totale di 193, soprattutto nell’emisfero nord.
Da quando è comparso, a dicembre 2019, il Coronavirus ha causato oltre 118 mila contagi e 4.200 vittime.

Ora l’Oms avrà la facoltà di emanare direttive e inviare équipe nelle nazioni più colpite (nel rispetto della sovranità), come ha già fatto in Cina, Italia e Iran. Potrà anche prendere nuove misure (in parte lo sta già facendo) per fluidificare l’invio ai Paesi più colpiti di presidi sanitari necessari.

Da: www.repubblica.it


Salute e …peggio nun nisse.

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