Differenze di genere

Secondo un sondaggio dell’Eurodap, l’Associazione europea per i disturbi da attacchi di panico, il 90% delle donne condanna aspramente ogni forma di violenza sulle donne stesse, mentre tra gli uomini la percentuale scende al 70%; per gli uomini, per di più, in molti casi potrebbe essere la donna ad avere scatenato la violenza.
Solo il 50% pensa che per i bambini vivere in un ambiente conflittuale potrebbe danneggiare la salute psichica del minore.
Sette uomini su dieci considerano il tradimento di una donna più grave del tradimento dell’uomo; ma anche 4 donne su 10 ritengono il tradimento femminile più grave di quello maschile.
Inoltre sia gli uomini che le donne credono che le faccende di casa siano un dovere solo delle donne e non un dovere di coppia.

In conclusione in Italia sia gli uomini sia le donne pensano ancora che alcuni comportamenti siano leciti solo al mondo femminile o solo a quello maschile.
È ancora radicata purtroppo una ingiustificata differenza di genere…

Salute e …peggio nun nisse.

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Stop violence against women


Si celebra oggi la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, un’occasione importante per sottolineare una battaglia contro un fenomeno di drammatica attualità, sempre più grave, tanto che anche se solo il 7,2% inoltra una denuncia all’autorità giudiziaria, i numeri che riguardano la violenza alle donne sono ancora terribili.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha ricordato che “più del 70% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita”.
In Italia negli ultimi sette anni sono state uccise 890 donne, mentre dall’inizio dell’anno, sono state 128 le vittime di femminicidio.
In Umbria negli ultimi dieci anni sono state circa 3500 le chiamate al telefono donna del centro pari opportunità della Regione; quasi 600 solo negli ultimi dieci mesi. Le donne che chiedono aiuto appartengono ad ogni fascia di età, con un picco tra i 35 e 45 anni.
La violenza si manifesta soprattutto in ambito familiare, in situazione di coppia stabili.
Con l’acuirsi della crisi sono nettamente aumentate le chiamate, e la mancanza di un’occupazione contribuisce a renderle più deboli, più facilmente ricattabili e dipendenti dal partner. Il senso di vergogna, l’umiliazione, la paura, l’annientamento, il timore di un giudizio sociale spesso spingono la donna a tacere.
E spesso la violenza si trasforma in femminicidio.

Salute e …peggio nun nisse.

La crisi economica impedisce una vita in salute

È stato pubblicato recentemente il rapporto Review of social determinants and the health divide in the WHO European Region, redatto dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), che rivela che la crisi economica ha portato a un grave aumento delle disuguaglianze nello stato di salute sia tra i diversi paesi del continente europeo sia all’interno dei singoli paesi.

Dal rapporto emerge con evidenza che la salute è fortemente correlata alle condizioni di vita e di lavoro, condizioni che si riflettono in particolare sullo stato di salute dei più piccoli.
Nei paesi dell’Est i livelli di povertà infantile sono rimasti costanti; ma anche nei paesi occidentali ci sono alti tassi di povertà infantile, che variano dal 10 al 33 per cento.

Secondo Michael Marmot, dell’University College di Londra, l’istituzione che ha curato il coordinamento della ricerca, “la disoccupazione ed in particolare i livelli persistentemente elevati di disoccupazione giovanile sono un dato estremamente preoccupante per la salute pubblica: dato che il livello economico-sociale appare all’incirca inversamente proporzionale alle speranze di vita e ancor più agli anni di vita in buona salute, un’intera generazione di persone costrette alla precarietà economica fa prevedere, a media-lunga scadenza, un pesante peggioramento della situazione sanitaria”.
I governanti che si preoccupano per la salute della popolazione dovrebbero fare attenzione all’impatto delle loro politiche sulla vita delle persone, e soprattutto all’impatto sulle disuguaglianze. La disuguaglianza nella salute uccide. È socialmente ingiusta, inutile ed evitabile, e viola il diritto umano alla salute.

Salute e …peggio nun nisse.

Liberi di esprimersi

Ho scoperto che ieri era la giornata mondiale della gentilezza.
Una giornata dedicata alle buone maniere: 24 ore per dire grazie, ascoltare, pazientare e dedicarsi ad atteggiamenti virtuosi. 

Non lo sapevo. Peccato. 😉

Oggi, il giorno dopo, posso esprimermi liberamente, rivolto a tutti i politici, ai superiori arroganti o incapaci, a chi non paga le tasse dovute, a chi in un modo o in un altro ci “rompe”…

Salute e …peggio nun nisse.

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