Siamo in guerra?

Forze militari europee ed americane hanno lanciato ieri l’attacco aereo e missilistico contro il regime libico di Muammar Gheddafi: dopo il primo attacco sferrato nel pomeriggio da caccia francesi, sono stati lanciati più di 110 missili cruise Tomahawk da navi e sottomarini Usa e britannici. Sono stati colpiti centri radar e siti militari a Tripoli, Sirte e Misurata. In questa prima fase della missione, che deve far rispettare la no-fly zone, partecipano Usa, Francia, Gran Bretagna, Canada e Italia.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha detto che ”l’Italia ha ufficialmente notificato al segretario generale dell’Onu e alla Lega Araba la sua adesione alla coalizione per dare seguito alla risoluzione Onu 1973 per salvaguardare la vita dei civili in Libia”.

La Lega Araba ha criticato i raid aerei della coalizione internazionale, che sarebbero andati oltre il loro obiettivo. Il segretario generale Amr Mussa ha detto: «Quello che vogliamo è proteggere i civili, non bombardarne altri».

In un messaggio audio Gheddafi ha promesso di armare i civili per difendere la Libia dall’aggressione ”coloniale dei crociati”, minacciando anche di colpire obiettivi civili nel Mediterraneo.
Ma Berlusconi ha assicurato: «Le nostre forze armate hanno fatto un esame approfondito della disponibilità di armi e di missili del regime libico, e la loro conclusione certa è che non ci sono in questo momento armi in dotazione della Libia che possano raggiungere il territorio italiano».

Però le conclusioni degli apparati, sia di intelligence, sia militari, non sono totalmente tranquillizzanti…

Salute e …peggio nun nisse.

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